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Hillmen – The Whiskey Mountain Sessions, Vol​.​II

Hillmen (2018) The Whiskey Mountain Sessions Vol. II (16 marzo 2018)HILLMEN

The Whiskey Mountain Sessions, Vol​.​II (2018)

Firepool Records BMI

16 marzo 2018, a sette anni dalla pubblicazione del primo lavoro, i californiani Hillmen danno alle stampe The Whiskey Mountain Sessions, Vol​.​II, quaranta minuti scarsi di musica strumentale contemporanea. Peter Hillman dei Kiss the Frog (batteria), Gayle Ellett dei Djam Karet (tastiere, Hammond, Rhodes), Jeff Smith degli Insects vs. Robots (basso) e Lito Magana, Jr. dei Mestizo Beat (chitarra) registrano quest’album in presa diretta, senza sovraincisioni, in un fumoso studio privato in cima alle montagne di Topanga, sulla costiera meridionale della California.

La band si esibisce in uno stile chiamato free improvisation, il che significa che Hillmen si accorda e suona con una struttura, un ritmo o una chiave assolutamente privi di definizione e senza il beneficio o il peso di una partitura scritta. Tutti e tre i brani che compongono questo secondo volume sono registrati in un’unica sessione serale e presentati nell’ordine in cui sono stati registrati. L’album risulta così diretto, autentico e totalmente onesto. La sensazione che si prova è quella di essere seduti nello studio proprio nel momento in cui la musica prende forma.

L’opener The Long Way Home è una lunga jam psichedelica che supera i venti minuti di durata. Il groove misurato ed ipnotico favorisce il fluire delle calde e ovattate note del Rhodes, cui fanno da contraltare l’acida ma seducente chitarra funky di Magana e le divagazioni spacey del Minimoog di Ellett. Il vero filo conduttore del brano è la ritmica sinuosa garantita dalle potenti linee di basso di Smith e dall’espressivo e jazzato drumming di Hillman. Il ritorno prepotente del Minimoog innesca una mesmerica fuga spaziale che ricalca le jam improvvisate dai Porcupine Tree in “Metanoia” e le pulsioni jazz rock degli Agorà in “Cavalcata solare”.

Con The Mestizo Insect Frog Jam le istanze jazz rock assumono decisi contorni canterburyani. L’idea di fondo della band è quella di far confluire elementi fusion, psichedelici e rock in un unico flusso sonoro. La ritmica jazz di Hillman e le linee continue di Smith offrono alle sonorità vintage di Magana ed Ellett un valido supporto. Ad intensificare le sfumature canterburyane è ancora una volta Ellett, che si adopera alla creazione di morbide melodie al Rhodes senza mai disdegnare escursioni psych-space al Minimoog. Da buoni californiani, gli Hillmen non negano la loro naturale predisposizione alla psichedelia cupa e sensuale che vede tra i principali ispiratori The Doors, Jefferson Airplane e Quicksilver Messenger Service.

A chiudere l’album è Fire Breather, la jam più contenuta della terna. La sua relativa breve durata (nove minuti scarsi) è giustificata da un piglio più diretto e deciso che ne agevola la fruizione offrendo, però, maggiori spunti individuali. La ritmica, più articolata e spedita, mostra l’affiatamento tra Hillman e Smith, e sposta l’accento verso territori fusion à la Weather Report che stimolano l’estro visionario di Ellett al Rhodes e al Minimoog dando il La all’energico e potente assolo di chitarra di Magana.

The Whiskey Mountain Sessions, Vol​.​II rivela le reali intenzioni degli Hillmen di usare i concetti artistici di tema e variazione per dar vita a composizioni che crescono e si evolvono nel tempo diventando la rappresentazione artistica della vita stessa.

Per maggiori info: Facebook

Per ascoltare l’album: Bandcamp

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About Antonio Menichella

Antonio Menichella
Ideatore, membro fondatore e redattore di HamelinProg.com, è docente di disegno e storia dell'arte, artista visivo e grafico. Appassionato di rock psichedelico, acid rock, stoner, desert rock, neopsichedelia, progressive rock, rock progressivo italiano, space rock, krautrock, zeuhl, scuola di Canterbury, avant-prog, rock sinfonico, jazz rock, prog folk, prog metal, neoprogressive, hard rock, post-rock, musica sperimentale e molto altro.

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