la destra sale, Macron se la toglie – Corriere.it

a partire dal Stefano Montefiori

Dura poche ore il cambio sotto l’Arco di Trionfo a Parigi: Marine Le Pen si appella al Consiglio di Stato, per la gollista Valrie Pcresse oltraggio all’identità nazionale

dal nostro corrispondente
PARIGI – La bandiera europea sotto l’Arco di Trionfo è già stata ammainata, basta la prima polemica dell’anno, durata poche ore, per mostrare come la campagna elettorale francese si giocherà sui simboli e quanto l’Europa sia diventata – suo malgrado – uno strumento nella corsa all’Eliseo. Dal 1° gennaio 2022 spetta alla Francia assumere la presidenza semestrale di rotazione del Consiglio dell’Unione europea., e il Capo dello Stato Emmanuel Macron sembra deciso ad approfittare di questa circostanza per rilanciare l’integrazione e ritrovare una vera sovranità europea, in linea con la politica che ha sempre sostenuto in questi anni sin dalla sera della sua vittoria. , il 7 maggio 2017 , quando voleva attraversare il cortile del Louvre la sera dell’Inno alla gioia di Beethoven, l’inno europeo.

Dopo che la Brexit ha stravolto il calendario delle presidenze europee, la Repubblica Ceca si è resa disponibile al commercio con Parigi per evitare che il voto per l’Eliseo – il 10 e 24 aprile 2022 – cadesse a metà del semestre francese. Macron, però, ha preferito mantenere il suo impegno, per fare della presidenza Ue il momento decisivo per la fine del suo primo mandato. e anche la sua campagna elettorale (sebbene non si sia ancora ufficialmente riconfermato). Così, il 9 dicembre, una grande conferenza stampa per illustrare alla stampa internazionale le tappe del semestre europeo; continui interventi dei ministri per sottolineare il significato storico dell’evento; la Torre Eiffel e il Palazzo dell’Eliseo illuminati di blu, il colore dell’Europa; e nella notte tra venerdì 31 dicembre e sabato 1 gennaio un’enorme bandiera blu con 12 stelle è apparsa sotto l’Arco di Trionfo, al posto della bandiera francese che solitamente sventola nelle occasioni ufficiali.

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La bandiera europea era già apparsa nel 2008, sotto Sarkozy, ma in questa occasione accanto alla bandiera nazionale. Questa volta il blu bianco rosso messo da parte, anche solo per poche ore, e questo ha provocato l’indignazione dei candidati di destra e di estrema destra – che sono per il momento gli unici che possono preoccupare Macron – e anche i sostenitori di France Insoumise (sinistra radicale). Marine Le Pen ha parlato di provocazione e ha annunciato un ricorso al Consiglio di Stato. Eric Zemmour protestato contro l’indignazione, e la gollista Valrie Pcresse (forse l’avversario più pericoloso per Macron) ha denunciato la cancellazione dell’identità francese.

Ieri è scomparsa la bandiera europea: secondo il calendario, assicura l’Eliseo, che inizialmente menzionava alcuni giorni di presenza sotto l’Arco di Trionfo. Marine Le Pen e gli altri applaudono come se fossero riusciti a respingere un’invasione nemica, e Macron affronta un effetto collaterale della sua coraggiosa scelta europeista: l’Europa, così strettamente legata alla persona del presidente in carica, potrebbe diventare una vittima collaterale della campagna per l’Eliseo, respinta dai tanti francesi che non voteranno Macron (cioè la maggioranza, almeno in il primo turno).

2 gennaio 2022 (modifica 2 gennaio 2022 | 22:10)

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