Macron e Pegasus, il presidente potrebbe essere stato spiato – Corriere.it

Il cellulare del presidente francese Emmanuel Macron nell’elenco dei 50.000 numeri di telefono potenziali obiettivi di spionaggio di diversi governi mondiali, oltre a quello di altri 14 leader mondiali

Presidente francese Emmanuel Macron è stato oggetto di un tentativo di spionaggio, riuscito o meno, per il momento, da parte dei servizi segreti marocchini attraverso il software Pegasus sviluppato dalla società israeliana NSO Group. il primo nome di un capo di stato a comparire nella lista di più di cinquantamila persone selezionate in una dozzina di paesi (i più attivi sono Messico e Marocco, ma anche l’Ungheria che fa parte dell’Unione Europea) che da anni utilizza il programma israeliano non solo per ascoltare conversazioni ma per prendere possesso di tutti i dati (contatti, email, messaggi Whatsapp e Telegram, foto, coordinate bancarie) dei propri obiettivi.

Se i fatti fossero confermati, sarebbero ovviamente molto gravi. Faremo tutta la luce possibile su queste rivelazioni alla stampa, ha detto una fonte all’Eliseo. Da lunedì sera l’ONG Storie proibite in collaborazione con sedici testate giornalistiche internazionali i risultati di una lunga indagine sull’uso di Software Pegasus, che in teoria viene venduto ai Paesi nell’ambito della lotta al terrorismo, ma in pratica viene utilizzato per scopi che vanno ben oltre quelli dichiarati. Oltre al nome di Macron è emerso quelli di tutto o parte del governo francese nel 2019, a cominciare dall’allora primo ministro Edouard Philippe e sua moglie. certo che il Marocco ha cercato di spiare Macron, i suoi ministri e in totale circa un migliaio di cittadini francesi. Non sono sicuro che ci sia riuscito, ma possibile: L’ex ministro della transizione ecologica François de Rugy, anch’egli nella lista, ha accettato di fornire il suo iPhone al Security Lab di Amnesty International (che lavora con Forbidden Stories), e si scopre che I servizi marocchini erano infatti riusciti a cocopiare tutti i suoi dati senza che lui se ne accorga.

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Non ci sono reazioni ufficiali dal Marocco, ed è impossibile sapere con certezza quale sia stata la ragione di questa intensa attività di spionaggio contro un Paese amico. Ma è lecito pensare che oltre ai motivi economici, ci fosse il desiderio di carpire informazioni sull’Algeria, Paese con cui la Francia mantiene rapporti tanto stretti quanto tormentati, e storico rivale del Marocco. Tra i numeri target di Rabat c’è anche quello dell’ambasciatore francese ad Algeri, Xavier Driencourt, che nel marzo 2019 – proprio ai tempi dello spionaggio marocchino – è stato richiamato a Parigi da Macron per informare il ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, della grave crisi algerina. Lo scandalo spionaggio impegna almeno in parte la responsabilità di una delle sue vittime, perché il numero di iPhone di Emmanuel Macron era già sfuggito alla necessaria segretezza tra i due turni delle elezioni presidenziali del 2017, quando il favorito dell’epoca era stato spiato dagli hacker. il caso MacronLeaks.

Quando Macron è diventato Presidente della Repubblica, i servizi francesi gli hanno fortemente consigliato di non utilizzare più questo iPhone e di sostituirlo con la gamma speciale di telefoni Teorem o Cryptosmart in uso all’Eliseo. Macron, tuttavia, non aveva seguito questa raccomandazione. I servizi marocchini potrebbero aver potuto entrare nell’iPhone del presidente e attivare, ad esempio, la videocamera o il registratore audio, oltre ad aver copiato i dati già presenti. Dopo l’affare MacronLeaks, i servizi segreti francesi si aspettavano attacchi dalla Russia o dalla Cina, meno da una potenza regionale amica come il Marocco. Tuttavia, Macron non è l’unico capo di stato o di governo ad essere sulla lista. di personaggi pubblici potenzialmente spiati. Altri nomi emersi ieri sera sono il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, obiettivo del Rwanda per il 2019; l’ex primo ministro libanese Saad Hariri nella lista degli Emirati Arabi Uniti; il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, il capo negoziatore americano Robert Malley, lo stesso re Mohamed VI del Marocco e il suo primo ministro Saaddine Othmani, e il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Ghebreyesus, scelti come persone di interesse dai servizi marocchini; Il primo ministro pakistano Imran Khan, potenzialmente spiato dall’India, e l’ex presidente messicano Felipe Calderon spiati da un connazionale non identificato. Ulteriori rivelazioni sono attese nei prossimi giorni.

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20 luglio 2021 (modificato il 20 luglio 2021 | 20:48)

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