Milan, Kessie trequartista e molla. È una soluzione da riproporre?

Nella vittoria del Milan ai “Castellani” di Empoli si distinse in una posizione alquanto peculiare Franck Kessie; l’ivoriano, infatti, è stato schierato da Pioli nell’inedito ruolo – almeno per questa stagione – di trequartista centrale e la scelta si è rivelata vincente: due gol per il numero 79 al primo posto prestazioni convincenti sia in fase offensiva che difensiva.

Possesso e non possesso
Kessie si è imposto non solo per il contributo in fase di possesso palla, gestendo, come spesso accaduto la scorsa stagione, diversi palloni con determinazione e relativa tranquillità, ma anche nella fase di non possesso, durante la quale era molto bravo a scudo, praticamente un uomo, il regista di Andreazzoli, Samuele Ricci. L’ivoriano ha quindi messo tutta la sua squadra al servizio della formazione del Pioli sostanza; in una posizione delicata come quella del trequartista centrale, il fisico di un giocatore come Kessie, capace di affermarsi sia con il pallone ai piedi che con il pallone ai piedi degli avversari, può essere una chiave interessante per certi tipi di giocate, in particolare quelle più europee. Inoltre, il suo avanzamento sulla trequarti gli permette di schierare gli altri due alti del centrocampo, Tonali e Bennacer, in grado di abbattere compiti di costruzione e contenimento.

Rondine e primavera
In tal senso, l’opzione del trequartista Kessie non può essere definita né una rondine né una molla, ma entrambe. La bontà della partita dell’Empoli ha dimostrato che Pioli, soprattutto contro avversari più strutturati, sarà in grado di offrirlo di nuovo, ma non si può certo dire che sia già diventata una priorità tecnico-tattica per il tecnico rossonero. Il titolare in questo ruolo è, ancora oggi, Brahim Diaz |, sapendo che Kessie salterà un mese di partite per la Coppa d’Africa.

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