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Quali kiwi? – Il making of del nuovo album del Campo Magnetico

Il secondo album del Campo Magnetico prende più o meno corpo ancora durante le registrazioni del primo album (“Li vuoi quei kiwi?”, autoprodotto, uscito nell’ottobre 2016).

Nel maggio 2018 sono cominciati lavori per il nuovo album, che si protrarranno a rilento per tutta l’estate, dati i vari concerti in calendario (alcuni spuntati improvvisamente e ai quali non siamo riusciti a dire di no). Finalmente da ottobre i lavori hanno cominciato a procedere con un po’ più di costanza, anche se ogni tanto minati da problemi tecnici o da impegni lavorativi di uno di noi.

Nello studio del nostro chitarrista, Emmanuele Burigo, abbiamo sperimentato un po’ anche con le tecniche di registrazione: basso e chitarra, ad esempio, sono stati registrati utilizzando 2 amplificatori e 4 microfoni posizionati a varie distanze. La chitarra, inoltre, oltre ad un ampli per chitarra, è stata passata anche per un ampli per basso, così da rafforzare le basse frequenze (invero tanto care al nostro Emmanuele). Il flauto è stato ripreso con tre microfoni, 2 vicini e una stanza, così da poter giocare sulle sonorità senza utilizzare troppi effetti o equalizzazioni.

Per quanto riguarda i brani, in questo caso abbiamo ripreso un po’ le sonorità del debutto, ma abbiamo cercato di andare al sodo, senza perderci in lungaggini come precedentemente fatto. I pezzi sono più puliti, senza grosse stranezze, anche se per il futuro si prevedono già sperimentazioni sonore. La vera novità rispetto al primo album è la presenza di tre brani cantati: “La Mano del Morto”, “Manici” e “La Luna è Meno Lunatica”.

Oltre ai canonici strumenti abbiamo utilizzato ancora qualche ammennicolo elettronico come il Monotron in “Calcestrutto”, oppure il glockenspiel in “Sei Meno Un Quarto Alle Otto”.

Da tempo cerchiamo, senza risultato, un tastierista per dare un po’ più corpo al sound, e in un’occasione ci siamo messi dietro ad un Farfisa Bravo per fare qualche accordo senza pretese ma utile al suono generale del brano. Vi sfidiamo a capire di che brano si tratta!

I testi, a firma di Gianni Carlin, sono più che altro suggestioni da fatti che lo hanno colpito particolarmente in qualche modo.

“La mano del Morto”, ad esempio, è ispirata a questo fatto (da Wikipedia): nel gergo del poker la mano del morto indica una doppia coppia “nera” composta da due assi e due 8 di picche e fiori. La combinazione deve il suo nome alle vicende di Wild Bill Hickok, pistolero statunitense morto nel 1876. Il 2 agosto del 1876, nel saloon “Nuttal & Mann’s” di Deadwood nel Dakota del Sud, Wild Bill stava giocando una partita di 5-card draw poker quando Jack McCall gli sparò alla schiena, uccidendolo. Wild Bill Hickok cadde lentamente e in silenzio sul pavimento senza perdere le carte che fermamente teneva tra le sue dita: la doppia coppia nera di otto e di assi, che da allora sarebbe stata conosciuta come la “mano del morto”.

“La Luna è Meno Lunatica” è un collage di immagini nate dal pensare al nostro satellite naturale che se ne sta lì, nel cielo e nulla più, mentre tutto accade su questo pianeta.

“Maniaci” è un punto di vista incoerente e piuttosto delirante di un maniaco che perseguita una ragazza; ad un tratto si rende conto che ciò che sta facendo è sbagliato, salvo poi decidere che non gliene può importare di meno, riprendendo nella sua opera di persecuzione.

I testi sono più che altro surreali, non vogliono spiegare nulla né dare alcuna risposta a nulla e a nessuno; sono piuttosto una sottile presa in giro dell’ascoltatore, in polemica con i testi fin troppo letterari, filosofici e impegnati del prog che pur tanto Gianni ama. Questo non vuol dire testi stupidi o demenziali: è una ricerca di parole, immagini e punti di vista diversi dai soliti testi rock.

Dopo molto lavoro in fase di mix (trovare la quadra in fase di mix è stato più difficile del previsto, nonostante Emmanuele avesse le idee piuttosto chiare su come il tutto dovesse suonare), ad inizio aprile è finalmente pronto il nuovo album.

Il dipinto in copertina (deformato e reso un po’ low-quality) è del nostro Enrico Tormen, pittore oltre che batterista, mentre la grafica è di Gianni Carlin.

Campo Magnetico, aprile 2019

About Donato Ruggiero

Donato Ruggiero
Membro fondatore e redattore di HamelinProg.com, è archeologo e autore del romanzo noir "Tutto tranne il cane" (0111 Edizioni, 2017) e di diversi racconti pubblicati in varie antologie, nonché chitarrista della band alternative rock Malamente con all'attivo l'album "Stato vegetativo permanente". Appassionato di progressive rock, rock progressivo italiano anni '70, in particolare dei gruppi "minori", e contemporaneo, krautrock, space rock, scuola di Canterbury, avant-prog, rock sinfonico, jazz rock, musica sperimentale e molto altro.

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