Regionale Francia, vince la politica tradizionale: Macron male, Le Pen (che ora teme per le presidenziali) non sfonda. Ma l’astensione è del 66%

il Riunione Nazionale di Marine Le Pen sta crescendo, ma non abbastanza per raggiungere la vittoria annunciata dai sondaggi prima di questi elezioni regionali in Francia, ultima chiamata alle urne prima delle elezioni presidenziali dell’aprile 2022, dove l’estrema destra della ragazza dell’arte proverà a salire alla filaEliseo. Doveva essere una resa dei conti per tutte le parti: a La Repubblica a marzo di Emmanuel Macron era il primo banco di prova a livello regionale, visto che nel 2015 il partito non si era ancora presentato, per Le Pen dovrebbe invece essere l’occasione per dimostrare di essere davvero capace di minare la leadership dei macronisti, mentre in repubblicani e blocco sinistra Soprattutto speravano di non affrontare una clamorosa debacle che li avrebbe spinti ancora oltre, dopo il crollo dei consensi negli ultimi anni. E sono proprio questi ultimi, a sorpresa, a uscire vittoriosi dalle ultime consultazioni, caratterizzate però da a record di astensione: solo il 33% degli aventi diritto si è recato alle urne. Quest’ultimo numero che Le Pen interpretò come prova di aoccasione persa: “I nostri elettori non sono andati a votare, chiedo vendetta” per il secondo turno, ha detto, chiedendo “di non farsi influenzare dai risultati del primo turno e di mobilitarsi per strappare la vittoria di cui la Francia ha bisogno”.

I repubblicani, considerati in fin di vita, sono in testa e si impongono come il partito più votato a livello nazionale, poco prima del blocco di sinistra. A circa il 19%, il lepenista di estrema destra è distaccato. Non decolla, ma era programmato, La République en Marche che non è al governo di nessuna regione e dimostra che in cinque anni non è riuscita a radicarsi nel territorio. Tuttavia, la prima parte resta di gran lunga quella dell’astensione, tra il 66,1% e il 68,6%. Un francese su tre ha votato, record negativo che ha battuto il precedente, quello del 2010 che aveva registrato il 53,67% alle urne regionali. “E’ particolarmente preoccupante”, ha ammesso il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin.

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Mentre le feste tradizionali sono pronte a rinascere dopo anni di buio totale, il presidente deve rilanciare il suo progetto per poter restare all’Eliseo. In quasi tutte le regioni, in testa sono i candidati in uscita da un Paese governato, a livello territoriale, dalla tradizionale destra e sinistra. La grande sorpresa sono senza dubbio i repubblicani, colpiti all’inizio della campagna elettorale dalla fuga di Thierry Mariani, che ha corso con il partito di Le Pen nella regione dove era favorito il Raduno Nazionale (Provenza-Alpi-Costa Azzurra) e che meno di Marion Maresciallo, nipote di Marine, cinque anni fa. Il destino della regione tradizionalmente più favorevole a Le Pen, quello di Marsiglia e Nizza, si deciderà domenica con il ballottaggio tra Mariani e il and Museruola, con forti possibilità di convergenza di una sorte sul fronte repubblicano sul candidato della destra moderata. Juste Muselier e Xavier Bertrand, grande vincitore di Hauts-de-France, Nel nord di Parigi, dove ha letteralmente straziato l’avversario del Raduno Nazionale (47% contro il 23%) sono i due uomini che sembrano destinati a guidare i destini della destra nei prossimi mesi.

Non è quindi scontato che il duello per l’Eliseo si presenti come una riedizione di Macron contro Le Pen del 2017: non è da escludere una lite tra il presidente uscente e il rappresentante dei neogollisti, ad esempio. . Per Marine Le Pen, invece, si profilano tempi difficili se si confermasse il crollo del consenso del partito, che porterebbe addirittura 10 punti in meno rispetto a quelli regionali del 2015.

Così, i macronisti sconfitti nella regione degli Hauts-de-France, e in generale in tutto il paese, mirano a dare il Colpo di grazia all’estrema destra e invitano i propri sostenitori a votare per il candidato repubblicano al secondo turno delle elezioni regionali. Il partito di Macron chiede a “Blocco stradale repubblicano”. “Chiediamo di votare per Xavier Bertrand senza ambiguità, perché deve affrontare il Rally Nazionale”, ha detto Stanislav Guerini, presidente del partito di maggioranza presidenziale.

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