Scurati mostra spietatamente come Mussolini abbia zoppicato dopo Hitler

Scurati mostra spietatamente come Mussolini abbia zoppicato dopo Hitler

Scritto nella zattera di Antonio Scurati M. Gli ultimi giorni d’Europa il destino imminente è imminente. Si potrebbe quasi compatire Mussolini.

Ronald DeRoy

Infine, c’è la terza parte della monumentale saga di Antonio Scurati sull’ascesa e la caduta di Benito Mussolini (1883-1945). La quarta parte è in preparazione, proprio come una serie televisiva già decantata.

Il vincitore Signor figlio del secolo (2018) ha raccontato in dettaglio l’ascesa al potere di Mussolini e delle sue camicie nere, la loro marcia trionfalistica su Roma, l’assassinio politico del leader socialista Giacomo Matteotti e come Mussolini abbia superato questa massiccia crisi politica e messo a tacere il Parlamento italiano.

Nella seconda parte, Signor Uomo della Provvidenza (2020), racconta come Mussolini consolidò il suo potere in Italia e colonizzò brutalmente l’Etiopia. M. Gli ultimi giorni d’Europa copre i tre anni cruciali 1938-1940, durante i quali Mussolini rafforza i suoi legami con la Germania nazista, firma il Patto d’Acciaio, occupa l’Albania, introduce le leggi razziali e trascina l’Italia in guerra.

Lo stile narrativo di Scurati è ben noto: capitoli brevi e dai toni potenti che ingrandiscono momenti significativi della vita di uno o più protagonisti storici. Le citazioni dalle fonti utilizzate seguono ogni capitolo, perché ancora oggi il racconto è “innestato in ogni dettaglio su fatti storici ben documentati”.

Il duca si lasciò facilmente trasportare

Nelle prime due parti, la novità dei libri è stata talvolta messa sotto pressione a causa di una moltitudine di fatti e personaggi. Questa terza parte è più facile da leggere. La storia è più facile da seguire grazie al minor numero di personaggi principali che guadagnano profondità.

Molto è dato al diario del ministro degli Esteri Galeazzo Ciano, sposato con Edda, la figlia ribelle prediletta di Mussolini. Il loro matrimonio aperto e libertino non corrisponde alla moralità fascista conformista. Se ne occupano la polizia segreta e la stampa scandalistica. Attraverso gli occhi del narcisista Ciano, vedi quanto sia scarsamente ponderata e coerente la politica estera italiana e quanto sia facile duca si lascia trasportare dalla retorica e dalla dimostrazione di potere di Hitler.

Attraverso diverse prospettive, Scurati fa luce sulla creazione e sulle conseguenze delle leggi razziali italiane. In primo luogo, un gruppo di studiosi fascisti formalizzò le proprie conclusioni sulla questione razziale: “La popolazione dell’Italia odierna è prevalentemente di origine ariana e la sua civiltà è ariana. Esiste “una pura razza italiana” alla quale gli ebrei non appartengono e che va tutelata: “Le caratteristiche fisiche e mentali prettamente europee degli italiani non devono in alcun modo essere alterate”.

Il Gran Consiglio del Fascismo impiega poi una ventina di minuti a proporre “la più severa legislazione antisemita […] che si applica in qualsiasi paese del mondo, compresa la Germania nazista”.

La scomparsa di un sindaco ebreo molto amato

E poi le conseguenze: Scurati si sofferma sul suicidio dimostrativo dello scrittore ed editore ebreo Angelo Fortunato Formiggini, paladino della «piena assimilazione culturale degli ebrei» ed ammiratore di Mussolini. Senza di lui, la sua famiglia è “di nuovo puramente ariana”, scrisse alla moglie non ebrea. La sua morte è passata sotto silenzio per non provocare scompiglio nella comunità ebraica. Scurati cita solo il commento diretto del segretario del partito Achille Starace: “È morto come un vero ebreo: si è buttato da una torre per parare un colpo di pistola.

Benito Mussolini (1883-1945) Getty Images

Benito Mussolini (1883-1945)ImmagineGetty Images

La scomparsa dell’amatissimo sindaco ebreo e fascista di Ferrara, Renzo Ravenna, dimostra che anche gli ebrei più integrati dell’Italia di Mussolini sono emarginati e costretti a fuggire dal paese.

Questo destino toccò anche alla musa, mentrice e amante caduta in disgrazia di Mussolini, Margherita Sarfatti. “Quante volte ha tenuto tra le mani il contenitore metallico del suo vomito, quante volte è rimasta al suo fianco e gli ha asciugato la fronte sudata o l’ha tenuta confortata quando lui protestava debolmente?” Ma il Duca ha un’amante di trent’anni più giovane, Claretta Petacci, che già lo idolatrava come figlia. Anche lei ha un diario in cui è “come una studentessa e un’adolescente indaffarata”. e svestito ogni litigio, ogni parola e ogni atto sessuale”.

La superficialità e la totale indifferenza di Mussolini

Impressionanti sono le scene con Mussolini e Hitler. I capitoli iniziali sulla visita di Hitler in Italia nel maggio 1938 trascinano immediatamente il lettore nella storia, anche perché la vedono attraverso gli occhi dello storico dell’arte italiano che ha scelto come guida il regime di Hitler. Strano, del resto, questo “antifascista in generale” si aggirava ancora con l’idea di assassinare i due tiranni, ma fu soprattutto sorpreso dalla genuina passione per l’arte di Hitler e dalla superficialità e totale indifferenza di Mussolini.

Anche gli altri incontri tra i leader, in particolare in Hitler’s Eagle’s Nest, offrono bei passaggi e sottolineano la disuguaglianza tra le parti. Di volta in volta, i tedeschi sono solo un passo avanti agli italiani.

Si potrebbe quasi compatire Mussolini, che cerca disperatamente di salvare le apparenze con i suoi vaghi presentimenti di una rovina imminente che confida a Claretta: “Orribile mia cara! Tu non sai cos’è la guerra, eri bambino… E adesso è qualcosa di peggio, qualcosa di più grave… Una sconfitta è la fine di un popolo e vent’anni di lacrime.

Alcuni rinnegati, come Italo Balbo, promosso in Nord Africa, hanno già un quadro più chiaro della tragedia verso cui va incontro il leader fascista: “Se Mussolini continua la guerra al fianco di Hitler, saremo sconfitti, il fascismo cadrà, la monarchia morirà , perderemo le colonie e saremo contenti se l’unità italiana sarà preservata”.

Scurati sa scegliere i suoi cliffhanger

C’è molto da sperimentare in questo libro. Un piccolo punto culminante sono le impressioni epiche dell ‘”alba della guerra mondiale”, quando l’invincibile macchina da guerra tedesca si fa strada attraverso la foresta delle Ardenne. Una sinfonia del ronzio gonfio di mille carri armati mescolato alla paura primordiale che travolge i soldati francesi e ai ricordi di molte battaglie e sconfitte precedenti. “Non senti nello scricchiolio delle divisioni corazzate le grida bestiali delle orde barbariche che maledicono la vita?

Questa parte della saga mussoliniana si conclude il 10 giugno 1940, quando il dittatore dichiara guerra alle democrazie “plutocratiche” di Inghilterra e Francia dal suo balcone romano, mentre il suo Paese e il suo esercito sono disastrosamente mal preparati.

Dopo il discorso di Mussolini, Piazza Venezia si è subito svuotata: “Niente applausi, niente corteo patriottico, ognuno va a casa con i propri pensieri. Delle tante passioni ne rimane solo una grande: la paura. La polizia segreta riferisce che nessuna donna ha applaudito. Scurati sa scegliere i suoi cliffhanger.

Confronti con l’era Mussolini

apparso in Italia M. Gli ultimi giorni d’Europa metà settembre. Come per le parti precedenti, anche questa volta le similitudini con il presente sono state ampiamente riportate. Mancava più di un mese, il 28 ottobre 2022, al centenario della marcia su Roma.

Fu proprio in questo periodo che salirono al potere i discendenti politici di Mussolini, Giorgia Meloni e il suo autoproclamato partito post-fascista Fratelli d’Italia. Il 22 ottobre si insedia la coalizione di destra della Meloni: per la prima volta nell’Italia del dopoguerra un partito con radici storiche fasciste arriva al centro del potere e fornisce anche il presidente del Consiglio.

Una spinta a destra che ha suscitato scalpore nell’Italia di sinistra e progressista, e che ha fatto molti paragoni con l’era Mussolini.

Scurati ha ribadito in un’intervista a La Repubblica che non si può parlare di un ritorno al fascismo. Il vero pericolo sta in un’altra similitudine: che Mussolini sia stato anche l’inventore del populismo. Trump, Orban, Meloni, puntano tutti sulla paura invece che sulla speranza. Nelle loro visioni populiste, riducono invariabilmente la realtà complessa a un unico problema, un unico nemico. La pericolosa eredità di Mussolini risiede in questa scomparsa populista delle democrazie, ritiene Scurati.

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Antonio Scurati
M. Gli ultimi giorni d’Europa
(M. Gli ultimi giorni dell’Europa)
Verde. John van der Haar
Organizzare; 416 pagine. € 24,99

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