“Scusa per i test atomici” – Corriere.it

di Stefano Montefiori

Il presidente parlerà delle responsabilità della Francia nei confronti degli abitanti che ancora lottano contro gli effetti delle radiazioni. E promettono nuovi risarcimenti per l’incidente del 1974 che coinvolse più di centomila persone. In Polinesia, il le donne tra i 40 e i 50 anni hanno iol Il più alto tasso di cancro alla tiroide al mondo

DAL CORRISPONDENTE DI PARIGI Atterrato a Tahiti l’Airbus presidenziale, una squadra di medici imbarcata per sottoporre al test anti-Covid il Capo dello Stato e 150 membri della sua delegazione. Poi Macron è entrato in pista – accolto da una collana di fiori bianchi e da una dimostrazione di orero, arte declamatoria ancestrale – e ha iniziato la sua prima visita in Polinesia, il paese d’oltremare a più di 15.000 chilometri da Parigi ma parte della Francia dal 1840.

Macron è andato subito a ringraziare i medici dell’ospedale di Tahiti che stanno lottando contro il Covid, ha risposto seccamente alle manifestazioni contro il vax di sabato – non c’è libertà in cui non devo niente a nessuno – e ha preso come esempio Jenny Opuu, la popolare guaritrice tradizionale che crede nella scienza e si fa vaccinare.

Il culmine del viaggio in Polinesia in programma domani sera, dove Macron terrà un discorso solenne sul legame indissolubile tra Francia metropolitana e Polinesia francese. Il Presidente non potrà astenersi dall’affrontare la questione del 193 test nucleari effettuati dall’esercito francese tra il 1966 e il 1996, fino al 1974 con esplosioni atomiche nell’atmosfera, poi nel sottosuolo.

Gli esperimenti Force de Frappe furono condotti prima in Algeria (i primi nel 1960 a Reggane) poi a Moruroa e Fangataufa, in Polinesia. Nel 1985 la nave di Greenpeace Rainbow Warrior che stava per dirigersi a Moruroa è stata sabotata dai servizi segreti francesi – su ordine del presidente François Mitterrand – mentre si trovava nel porto di Auckland, in Nuova Zelanda, provocando la morte del fotografo Fernando Pereira.

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Dopo una moratoria del 1992, il nuovo presidente alla sua prima conferenza stampa all’Eliseo Jacques Chirac ha annunciato nel 1995 la decisione di riprendere i test nucleari nell’atollo di Moruroa, scatenando un’ondata di proteste internazionali. Un anno e sei esperimenti dopo, nel 1996 lo stesso Chirac dichiarò cessate le esplosioni e tutte le infrastrutture furono smantellate.

I poligoni non esistono da decenni, ma le conseguenze sulla salute dei francesi in Polinesia sono ancora durature. Ma’ohi Lives Matter, Polynesian Lives Matter, è stato scritto sugli striscioni di migliaia di persone che hanno manifestato per ottenere le scuse dallo Stato francese, 47 anni dopo l’esperienza forse più catastrofica, quella del 17 luglio 1974. Quel giorno, il Centaur test fece esplodere una bomba nucleare nel cielo di Moruroa: il fungo atomico non è salito a 8000 metri come previsto ma si è fermato a 5200, e invece di disperdersi nel Pacifico, la nube radioattiva è stata spazzata via dai venti sull’isola di Tahiti. Lo scorso marzo, il libro Tossico di Sébastien Philippe e Tomas Stazio hanno evidenziato i danni subiti da 110 mila persone, quasi tutti polinesiani dell’epoca.

L’Associazione 193 denuncia decenni di silenzio delle autorità: Centonovantatre test nucleari equivalenti a 800 bombe da Hiroshima, negare i loro effetti significa impegnarsi nella negazione, afferma il presidente, Auguste Uebe-Carlson. L’ex funzionario locale della sicurezza sociale Patrick Galenon afferma che le donne polinesiane di età compresa tra 40 e 50 anni hanno il più alto tasso di cancro alla tiroide nel mondo.

25 luglio 2021 (modificato il 25 luglio 2021 | 22:33)

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