Home / Recensioni / Venegoni & Co. – Canvas

Venegoni & Co. – Canvas

VENEGONI & CO.

Canvas (2017)

Ma.Ra.Cash Records

 

Due anni per comporre, arrangiare, registrare e mixare Canvas, doppio album di Venegoni & Co. Un gruppo affiatato messo insieme da Gigi Venegoni e Francesco Sappino, per interpretare una musica che non è rigorosamente prog, jazz, fusion, folk o classica, ma la somma di tutte queste influenze. Un intenso cuore latino e mediterraneo che alimenta le composizioni originali di Venegoni, Mortara e Sappino ma anche tre brani del compositore brasiliano Egberto Gismonti ed un arrangiamento di “Norwegian Wood” dei Beatles.

Nell’album sono presenti musicisti del calibro di: Jason Rebello (ex tastierista di Sting, Jeff Beck e Wayne Shorter) al piano, Enzo Zirilli e Federico Ariano alla batteria, Alessandro Maiorino, Mauro Battisti e Paolo Franchini al contrabbasso, Roberto Puggioni al fretless bass, Piero Mortara e Francesco Sappino al piano e alla fisarmonica, Silvano Borgatta al piano e alle tastiere, Diego Borotti al sax soprano e Sandro Esposito alle percussioni.

In distribuzione dal 5 novembre 2017 via Ma.Ra.Cash Records, Canvas è l’evento musicale che celebra quarant’anni di musica vissuta intensamente, da “Rumore Rosso” del 1977 fino ai giorni nostri.

Il primo disco è aperto da Il sarto di Rio una bossa carioca portata per mano dal vivace piano di Rebello e dalla didascalica chitarra di Venegoni che rimarca le colorate volute sonore di piano e tastiere. A Maiorino e Zirilli l’onere di far confluire le fluide divagazioni jazz dalle agitate acque dell’Atlantico a quelle placide del Mediterraneo.

Le lune e il falò è un facile approdo notturno cullato dalle rassicuranti melodie mediterranee della fisarmonica di Mortara e della chitarra classica di Venegoni, avvolto dalla ritmica calda del morbido fretless di Puggioni e dell’atmosferica batteria di Ariano. Non a caso, la barchetta di carta azzurra e la texture della tela (canvas), che campeggiano nell’immagine di copertina, simboleggiano l’anima errante di questa nuova avventura musicale.

Una briosa versione di 7 Anéis di Egberto Gismonti corre tra i vicoli tortuosi e variopinti di una città di mare – che sia Genova, Napoli, Marsiglia, Barcellona o Rio de Janeiro poco importa – rincorsa dalla frizzante fisarmonica di Mortara che al jazz originario aggiunge marcati spunti folk. Chi continua a seguire lo spartito del compositore brasiliano è Venegoni, che col suo tocco magico, coadiuvato da Rebello al piano, dispensa calde melodie sulle ritmiche latine di Zirilli e Battisti.

La breve Canvas 01: Train de Vie si mantiene su coordinate giocose, tra fischiettii, risate e atmosfere fresche e scanzonate. Di opposta natura è May Be, elegante jazz perfezionato dal piano di Rebello e dalle corde in nylon della chitarra di Venegoni. Un raffinato fraseggio condito con marcature doppie e slanci virtuosistici che lasciano emergere movimentati risvolti cinematografici.

Inzolia Bajón fa nuovamente tappa alle assolate coste brasiliane. Qui la scrittura di Mortara si lascia sedurre da melodie suadenti che combinano piano e fisarmonica. Le ritmiche ondeggianti del trio Esposito/Ariano/Puggioni aggiungono spessore ad una colorata danza carioca che coinvolge fin dal primo ascolto.

Le rassicuranti trame sonore ordite da Venegoni e Mortara in Finisterre raccontano l’ennesima traversata atlantica che si differenzia nell’attracco per soluzioni circolari dal mood umbratile. Le nubi si diradano con Santa Fe, caldo jazz che come un inaspettato flashback rievoca le magiche atmosfere di Arti & Mestieri, Area, Agorà e Perigeo. La formula è quella giusta e l’ensemble allargato a Borotti al sax -, dopo il breve intermezzo Canvas 02: Lullaby, ripara nell’ovattato e confortante jazz di Café, seconda composizione di Gismonti presente in Canvas.

Il secondo disco parte con Kaleidomar, brano di Mortara che riesce a far convivere l’anima mediterranea della sua fisarmonica, gli eleganti ricami latini di Venegoni e le ritmiche sudamericane di Esposito e Ariano.

Balôn è un discorso a tre impostato sugli arpeggi morbidi del titolare, gli accordi romantici di Borgatta e le vibranti linee del contrabbasso di Franchini. Il potere immaginifico del brano viaggia sulla stessa onda cinematografica di May Be e funge da gancio anche alla successiva Tiritera.

Sweet Song, invece, fa leva su sull’emotività: chitarra espressiva, pianoforte struggente, drumming uggioso e vibrazioni profonde e coinvolgenti che si attenuano solo con l’arrivo dell’articolata France’s Theme.

Il poetico jazz di Palhaco torna a scaldare il cuore di Canvas. Le musiche di Gismonti, ridisegnate dalla chitarra di Venegoni e dal pianoforte di Rebello, scortati dal lirico sax di Borotti e da una sezione ritmica rotonda ed attenuata, aggiungono nuovo calore al sound del collettivo.

La vivacità carioca di Toninho ondeggia armoniosa tra assolate spiagge atlantiche e coloratissimi bairros. Segue la trasfigurazione jazz di Norwegian Wood (This Bird Has Flown). Della psichedelia mistica dei Fab Four non v’è traccia alcuna. Il vibrante tema portante, originariamente tracciato dal sitar di Harrison, è qui ricreato dal fraseggio costante tra il piano di Rebello e la chitarra di Venegoni. Ad uniformare il brano al mood dell’opera è l’intensa ed espressiva ritmica di Maiorino e Zirilli.

Chiude l’album la liquida e rassicurante La Scintildanza. Il brano, nel suo incedere elegante, ha il pregio di trovare il giusto equilibrio tra le cristalline melodie mediterranee e la vaporosa ritmica latina, prerogativa che fa di Canvas un classico della musica italiana (e non solo!).

Per maggiori info: Venegoni & Co. | Facebook

Fotogallery

  • Venegoni & Co. – Canvas
  • Venegoni & Co. – Canvas
  • Venegoni & Co. – Canvas
  • Venegoni & Co. – Canvas
  • Venegoni & Co. – Canvas

About Antonio Menichella

Antonio Menichella
Ideatore, membro fondatore e redattore di HamelinProg.com, è docente di disegno e storia dell'arte, artista visivo e grafico. Appassionato di rock psichedelico, acid rock, stoner, desert rock, neopsichedelia, progressive rock, rock progressivo italiano, space rock, krautrock, zeuhl, scuola di Canterbury, avant-prog, rock sinfonico, jazz rock, prog folk, prog metal, neoprogressive, hard rock, post-rock, musica sperimentale e molto altro.

Check Also

Psicosuono – Metropoli

PSICOSUONO Metropoli (2017) Autoproduzione   Dopo il sensibile passo avanti realizzato con il secondo album …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *