Campania “zona rossa”, De Luca attacca il governo: “Non ha resistito a un’ondata di saccheggi politici e mediatici”

Nel giorno del varo delle nuove “zone rosse” in Campania e Toscana, e arancioni in Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Marche, c’è uno scontro totale tra governatore ed esecutivo. “Non è tollerabile che un ministro inizi a saccheggiare un uomo che parla chiaro, Di Maio – ha detto De Luca – ha detto cose spregevoli e il premier Conte deve intervenire”.

La spinta a De Magistris e la risposta Il governatore ha riservato parole dure anche al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. “Le immagini che abbiamo visto di Napoli sono di una città fuori controllo. La regione Campania ha lavorato mentre nessuno pensa di poter fare pubblicità attaccandomi”. La risposta di De Magistris è arrivata molto presto. Il sindaco ha accusato: “Il numero dei posti letto non corrisponde a quelli che ancora oggi sono stati forniti come dati ufficiali. Il ministro ha fatto i controlli e rapidamente è passato dal giallo al rosso. Quindi c’era qualcosa. chi non era manca e non mi sembra assolutamente scontato. Forse adesso possiamo salvare vite umane “.

La disputa con Di Maio Oggi è stato presieduto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “De Luca avrà dato altro materiale a Crozza per venerdì prossimo, mettiamola così …” ha detto, rispondendo a distanza di giorni al governatore della Campania. L’esponente a cinque stelle, però, ha voluto raggiungere anche il Presidente della Campania: “Voglio mandare un messaggio di pace a De Luca, stiamo lavorando insieme per la Regione. Stiamo applicando un metodo a livello nazionale, sul dati inviati dalle Regioni “, e allo stesso tempo non ha nascosto la necessità di rivedere i rapporti tra Stato e Regioni:” Quando usciremo da questa pandemia, credo che dovremo rivedere un certo equilibrio di potere tra le regioni e lo Stato centrale “.

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Il malcontento del governatore Giani Anche se con toni molto più tranquilli, anche il governatore della Toscana Eugenio Giani non ha gradito il fatto che la sua regione sia tra i “rossi”, accusando che le decisioni si prendono su dati vecchi. “Speriamo di tornare ad allentare la presa entro metà dicembre, scendere in zona rossa è facile, ma le condizioni per risalire sono molto rigide: non voglio creare illusioni”, ha detto, aggiungendo che “La decisione” è stata presa su dati che vanno. 1-8 novembre, 9 novembre i dati almeno si sono stabilizzati, ho visto un cauto miglioramento. A questo punto l’azione è presa, dobbiamo fare squadra per tornare a metà dicembre, prima di Natale, per allentare la presa e magari tornare in zona arancione se non in zona gialla ”.

Toti spera che l’indice Rt scenda per fare nuove richieste al governo Anche il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, vuole uscire dalla zona arancione. Dall’inizio di dicembre, “o forse anche prima” se la RT scende sotto l’1%, il governatore vuole chiedere al governo di portare la Liguria fuori dalla zona arancione.

Abruzzo al blocco L’Abruzzo, invece, va verso un blocco: nelle prossime ore il governatore Marsilio dovrebbe firmare un’ordinanza che prevede, tra l’altro, la chiusura di scuole di ogni genere e la chiusura dei centri commerciali.

Il governatore delle Marche accusa: “Nessuna comunicazione” Nella regione Marche, il Presidente della Regione, Francesco Acquaroli, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un articolo ricordando l’inizio della fase “arancio” per la regione (con Emilia-Romagna e Friuli VG) e quindi nuove misure restrittive anti-Covid. “Mi è dispiaciuto molto – scrive – per la mancanza di una comunicazione minima e della necessaria consultazione che avrebbe potuto portare a scenari diversi o comunque a fare di un provvedimento una soluzione anziché un’imposizione. Sono amareggiato perché il mio è sempre stato un atteggiamento di collaborazione con le istituzioni nazionali “.

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Eventi a Torino e Roma In serata a Torino th Romapoi ci sono state anche manifestazioni di piazza. Ma anche le categorie di produzione fanno parte della polemica con il governo. un drammatico effetto valanga lungo l’intera catena di approvvigionamento.

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