Decreto Sostegni bis, incentivi auto sull’usato fino a 25mila euro

Se ne parla da anni, ma è solo ora: la legge di conversione del decreto Sostegni-bis ha esteso gli incentivi alle auto anche all’usato. A patto che ne rompi uno che abbia almeno dieci anni e ne compri un Euro 6 che non vale più di 25mila euro e non emette più di 160 g/km di CO2, anche se è del bonus più consistente (2.000 euro) è riservato alle ibride elettriche e plug-in (una piccola minoranza nell’usato). Per i modelli più diffusi il contributo statale scende a € 1.000 o € 750 a seconda dei casi (vedi foglio a destra). Rimangono dubbi soprattutto sull’applicazione pratica.

Piattaforma operativa da settembre

La norma (articolo 73-quinquies del d.lgs. 73/2021) è quindi in vigore dal 25 luglio, quindi tutti gli acquisti effettuati a partire da tale data hanno diritto ad essere agevolati. Ma la piattaforma informatica per riservare il bonus deve essere completamente fatta e non sarà operativa fino a settembre. Il rischio è che si ripresenti l’effetto click day osservato un anno fa per i nuovi incentivi: nel giorno di inizio molti contratti accumulati nelle ultime settimane potrebbero concentrarsi, facendo esaurire rapidamente i 40 milioni a disposizione.

Caricamento in corso…

Nello scenario “medio” (in cui tutti i beneficiari avrebbero diritto a 1.000 euro), la dote basterebbe per soli 40.000 contratti. In teoria, se ci sono fondi rimanenti (o se c’è un rifinanziamento), tutti gli acquisti effettuati prima del 31 dicembre sono ammissibili (prevarrebbe la data del contratto).

Condizioni

Beneficiari possono essere solo le persone fisiche che acquistano in Italia un veicolo usato di categoria M1 (in pratica un’autovettura), con uno standard antinquinamento di almeno Euro 6 ed emissioni climalteranti (CO2) entro 160 g/km (si presume che sia autentico il certificato di registrazione, quindi non conterebbe con quale ciclo è stato misurato questo valore).

L’auto deve essere prima immatricolata in Italia, quindi sono escluse le importazioni parallele e quelle il cui primo proprietario risiedeva all’estero. Sono escluse anche quelle già acquistate nuove con gli incentivi in ​​vigore da marzo 2019 (quelle per le auto che emettono fino a 60 g/km di CO2, prevalentemente elettriche e ibride plug-in) o con quelle previste quest’anno per le auto che ne emettono 61 a 135 g/km.

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