“È stata strangolata, papà in lacrime quando è tornato lo zio” – Corriere.it

DAL NOSTRO INVIO
NOVELLARA (REGGIO EMILIA) L’ipotesi molto concreta dello strangolamento, il padre che dopo aver saputo che sua figlia Saman è stata uccisauna quasi svenne e scoppiò in lacrime, la crudeltà dello zio danese che progetta il feroce delitto (perché la nipote aveva rifiutato il matrimonio combinato famiglia pakistana e voleva vivere all’occidentale) ma anche lui è depresso e piange nei giorni seguenti. È sconvolgente la storia che il fratello sedicenne della giovane scomparsa in aria a Novellara ha raccontato ai fucilieri il giorno dopo il suo arresto a Imperia. Parole che danno quasi l’impressione di assistere dal vivo all’omicidio.

E nel frattempo ecco le immagini di un video spaventoso, ripreso da una telecamera di sorveglianza vicino alla casa di Saman, il 29 aprile: mostrano lo zio danese con due cugini (uno è quello che è stato arrestato a Nimes, in Francia, pochi giorni fa) avanzando ad alta velocità, raccogliendo picche. Per i fucilieri, che hanno trasmesso le immagini, sarebbe una prova evidente che i tre stavano per scavare la fossa dove hanno poi scaricato il corpo della ragazza. Sempre secondo quanto riferito dalla polizia, nei prossimi giorni, anche a seconda delle condizioni meteorologiche, l’elettromagnetometro potrebbe essere utilizzato per cercare la ragazza.



La spietata freddezza di Hasnain

Ma torniamo alla storia del fratello di Saman, riportata questa mattina dal by Diario di Reggio. Il danese Hasnain, il 33enne accusato dalla procura di aver ucciso Saman, in quella terribile notte di fine aprile, avrebbe agito con freddezza. “Ora vai a casa, ora me ne occupo io”, ha detto ai genitori del 18enne, Shabbar, 46 anni, e Nazia Shaheen, 47 anni.. “Tutto accade sotto gli occhi del minore” scrive il giornalista Tiziano Soresina. Fu allora che, secondo il racconto del sedicenne, il padre si sentì male; ma allo stesso tempo non poteva permettersi di pentirsi, perché riteneva i danesi capaci di sterminare la famiglia. Dopotutto, si erano confidati in lui per risolvere il problema della figlia – “testardo e focoso” secondo gli assistenti sociali – deciso a opporsi al matrimonio combinato di Shabbar in famiglia. Quando il danese torna a casa, non ha nulla in mano e da questo il sedicenne deduce che sua sorella fu ucciso per strangolamento.

Anche lo zio piange, ma non rivela dove è sepolta

Dopo la scomparsa dei genitori, tornato in Pakistan, il 16enne rimane solo con lo zio a Novellara per alcuni giorni. Anche Hasnain ha mostrato segni di pacificazione, vengono a piangere e cercano – scrive ancora la Gazzetta – di confortare il ragazzo disperato per l’omicidio della sorella. Ma il danese mette in luce anche la minaccia. E gli ricorda che non deve dire niente ai fucilieri altrimenti ucciderà anche lui. E non le dice nemmeno niente quando il ragazzo gli chiede dove sia sepolto Saman, perché vorrebbe fargli visita un’ultima volta prima di scappare.

Minacce anche al suo ragazzo

Ma c’è anche l’altra storia, quella che il fidanzato di Saman racconta agli investigatori del reparto operativo guidato da Stefano Bove. È già stato detto che poco prima che la ragazza venisse uccisa lei un messaggio con lui con il cellulare di sua madre, scattata a sua insaputa. Saman la ascolta mentre parlano di lei, del suo omicidio. Poi esce dalla sua stanza, chiede direttamente a Nazia una spiegazione, che ovviamente smentisce, risponde che si riferiva ad un episodio simile accaduto in Pakistan qualche tempo prima. La ragazza non ci crede. “L’ho sentito con le mie stesse orecchie, giuro che parlavano di me”, lei continua con il suo ragazzo. Al che aggiunge: “Non sono fiduciosa”, “se non mi senti per 48 ore, avvisa la polizia”. I giornali rivelano anche che il ragazzo era stato minacciato dal clan Abbas. Anche l’atteggiamento intimidatorio era rimbalzato sui suoi familiari in Pakistan. E anche suo fratello di sedici anni si è scagliato contro di lui a parole.

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L’estradizione del cugino

Sul piano giudiziario si attende l’estradizione di Ikram Ijaz, portato a Nîmes dalla polizia francese su segnalazione dei carabinieri. Sai dov’è il corpo del povero Saman? Dovrà chiarirlo, visto che il fratello del 18enne afferma che il giorno prima della terribile notte si erano uniti ad Hasnain nei preparativi per il delitto., quelli ripresi dalle telecamere di sorveglianza mentre camminavano in campagna con gli attrezzi. Sono stati usati per scavare la buca per seppellire Saman.

7 giugno 2021 (modificato 7 giugno 2021 | 12:19)

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