il caccia esplode, la petroliera atterra senza carrello di atterraggio e con due motori non funzionanti

Una collisione devastante tra un caccia F35B e un aereo cisterna KC-130J della US Navy nei cieli tra California e Arizona: l’aereo si schiantò ed esplose a contatto con il suolo, mentre la petroliera Super Hercules è riuscito a far atterrare un campo di carote nonostante due motori non funzionanti e incapaci di utilizzare il carrello. Il destino ha voluto che nessuno ci lasciasse le sue piume: il pilota di caccia si è espulso con il sedile di Martin Baker, toccando il suolo illeso mentre l’equipaggio del gigantesco quadrimotore pregava, strisciando a terra con la “pancia” di l’aereo che aveva nel frattempo scaricato in aria il carburante ancora nei serbatoi capaci di contenere 30 tonnellate di Jp4. In ogni caso, è solo per la perdita del caccia di quinta generazione (Joint Strike Fighter jet) che la Marina ora lamenta una perdita di 100 milioni di dollari, poi c’è l’enorme danno denunciato dalla petroliera .

L’incidente, che fortunatamente ha pochi o nessun precedente, si è svolto davanti agli occhi di più persone, a cominciare dai passeggeri di aerei civili che hanno sorvolato aree di cielo adiacenti a quelle riservate agli aerei da addestramento di la Marina Militare: il Lockheed Martin L’F-35 Lightning II, la versione a decollo corto o verticale del caccia di linea anche per l’Aeronautica Militare, doveva fare rifornimento in volo agganciando la sonda, in questo caso flessibile e magneticamente accoppiato al tubo della sonda che esce dalla sua fusoliera. che viene rilasciato dal KC-130J. Una manovra standard per tutti i piloti di questi aerei.

La causa della collisione non è stata rivelata, ma il fatto è che il caccia ha poi iniziato a schiantarsi, lasciando il tempo al pilota di lanciare il mayday e azionare il seggiolino eiettabile Mk-16. All’impatto con il fondale desertico, l’F35B è esploso, innescando uno spaventoso lampo sparato da alcuni passanti da una distanza di sicurezza: forse lo stesso pilota ha cercato di dirigere la caduta dell’aereo. in una zona sicura, una manovra che non si è detto abbia avuto successo perché l’effetto dell’espulsione del sedile è molto potente e può cambiare il percorso del velivolo ormai fuori controllo. Per tradizione l’azienda inglese Martin Baker (con fornitori anche a Latina) dal 1949 invia cravatta e spilla a chi esce, sopravvissuto o meno, per sanzionare l’iscrizione del pilota all’Ejection Tie Club: un club molto esclusivo e limitato di cui, tuttavia, tendiamo a non voler far parte.

Nel frattempo, i piloti della petroliera, una volta varata la Mayday, hanno iniziato a svuotarsi nei serbatoi per ridurre il rischio di un’esplosione in atterraggio avvenuta poi in un campo vicino a una pista dell’aeroporto. nella zona tra Salton. Yuma Sea and Base in Southern California: La manovra ha avuto successo nonostante non si usasse il carrello e due dei quattro motori turboleici avevano fallito, come hanno detto i piloti stessi ai controllori volo. Un’altra ipotesi è che il carro dell’autocisterna sia stato estratto ma poi rotto all’impatto con il terreno non adatto a sostenere il peso dell’aereo che ha colpito 80 tonnellate.

Impressionante, per i profani, la calma nelle voci dei piloti del Super Hercules mentre dialogano con le autorità in campo: voci che si sentono anche grazie alla messa in onda di un file audio di durata maggiore. quattro minuti.

Infine, è vero che per queste missioni di addestramento si scelgono aree disabitate, ma allo stesso tempo va notato che il bilancio di questa collisione avrebbe potuto essere molto più pesante in termini di vite umane e danni militari e civili.

Comunicato stampa: MARINE CORPS AIR STATION YUMA, Arizona (29 settembre 2020) – Verso le 16:00, è stato riferito che un …

pubblicato da MCAS Yuma il suo Martedì 29 settembre 2020

Ultimo aggiornamento: 23:45


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