In Belgio, scuole incendiate per protestare contro leducazione sessuale

In Belgio, scuole incendiate per protestare contro leducazione sessuale

Otto scuole della Vallonia, in Belgio, sono state vittime di incendi dolosi o danneggiamenti nelle ultime settimane. Gli attacchi sono stati collegati a una campagna contro il corso di educazione sessuale Evras, la quale è stata lanciata da movimenti di estrema destra e gruppi religiosi integralisti.

Il corso Evras è obbligatorio per gli studenti tra i 12 e i 16 anni ed è volto a fornire loro una formazione completa ed equilibrata sul tema della sessualità. Tuttavia, la campagna contro di esso si basa su disinformazione, spargendo idee errate riguardanti la sessualizzazione precoce e l’ideologia di genere.

Le proteste, che hanno coinvolto anche gruppi antifemministi, antiabortisti e omofobi, sono state organizzate da diverse associazioni. Tra queste c’è Civitas, un gruppo fondamentalista cristiano di estrema destra, che ha sostenuto che il corso Evras minacci la libertà di educazione dei genitori.

Le proteste si sono estese oltre il Belgio, arrivando anche in Francia, e hanno attirato l’attenzione dei servizi di sicurezza. Di fronte a queste azioni violente, il primo ministro belga ha condannato gli attacchi e ha affermato che l’accesso all’educazione sessuale è fondamentale per garantire la formazione dei giovani.

Inoltre, la ministra dell’Istruzione ha sottolineato che il corso Evras non promuove l’ipersessualizzazione né la creazione di un’identità di genere, ma si basa sull’approccio educativo del rispetto, dell’accoglienza delle differenze e del pensiero critico.

Nonostante le proteste e gli attacchi, la volontà di garantire ai giovani un’educazione sessuale completa e informativa rimane un punto fermo per le autorità belghe. La società civile e diversi movimenti progressisti hanno appoggiato l’importanza di fornire agli studenti uno strumento educativo che li aiuti a comprendere il proprio corpo e le relazioni interpersonali in modo sano e consapevole.

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In conclusione, gli attacchi subiti dalle scuole della Vallonia e la campagna contro il corso Evras evidenziano la resistenza di alcuni gruppi extremisti a un’educazione sessuale inclusiva e informata. Tuttavia, le istituzioni belghe mantengono fermo il loro impegno a fornire agli studenti gli strumenti necessari per svilupparsi come individui consapevoli e responsabili.

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