Il costo per riempire il registratore di cassa. Preparati per la tassa da incubo

L’Agenzia delle Entrate è di nuovo in carica. L’obiettivo è la riforma diTassa sul reddito per i numeri di partita IVA, che aiuterebbe a semplificare le tasse per milioni di italiani. Il Direttore delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel corso dell’udienza alla Camera di ieri, è tornato l’attacco alla necessità concentrarsi sul principio del contante superare l’attuale meccanismo basato su saldi e anticipi. Secondo lui, infatti, sarebbe possibile utilizzare le ingenti risorse del Recovery Fund in questo ambito. Concentrarsi sulla riforma della tassazione dei numeri di partita IVA e su maggiori sforzi di riscossione, compresa la semplificazione e la digitalizzazione delle autorità fiscali.

La riforma fiscale è una delle priorità del governo, ma mentre il Ministero dell’Economia lavora per tagliare le tasse sul lavoro e rimescolare tutte le prestazioni familiari, Ruffini sta andando altrove: “Con la tassazione in contanti, si potrebbe considerare la possibilità di pagare le tasse Mese per mese in base a quanto raccogli effettivamente. E al netto di quanto spendi per svolgere la tua attività, promuovendo così il investimenti in beni strumentali, i cui costi possono essere immediatamente dedotti dal reddito. Promuovendo così anche la crescita del Paese “.

Questa misura servirebbe a tre scopi, scrive L’Italia oggi: incentivo e supporto alla crescita grazie alla deducibilità degli investimenti. Semplificazione del ammortamento. Miglioramento di conformità: i flussi di cassa sarebbero più facilmente osservabili. I beneficiari del nuovo sistema, per Ruffini, sarebbero soprattutto il piccole imprese in contabilità semplificata e persone fisiche in regime previdenziale e forfettario, con possibile estensione anche ai lavoratori autonomi.

Se questa riforma fosse adottata, verrebbe messo in atto un sistema di raccolta periodica mensile o trimestrale. L’addebito delle somme dovute arriverà direttamente sul conto bancario del contribuente. Il credito per i rimborsi o la loro compensazione pioverebbe, insieme alle tasse dovute, nel primo periodo utile successivo. È quindi un file riforma imposte strutturali che, a fronte di un costo iniziale per lo Stato (concentrato principalmente sul primo anno di applicazione delle nuove regole, con anticipazione della detrazione delle quote future), potrebbero produrre effetti positivi per l’Erario negli anni successivi. Sia per la riduzione dei costi amministrativi (legati alla semplificazione degli adempimenti) sia per l’aumento degli investimenti che la riforma stimolerebbe.

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Infine, potrebbe essere predisposta anche la dichiarazione dei redditi precompilata Partita IVA. Ma ci sono anche criticità. Secondo i contabili, abbandonare il meccanismo dei due anticipi annuali e passare al conteggio degli anticipi 12 volte su base mensile non è una semplificazione. Il rischio è quello di “rovinare” il lavoro dei professionisti che dovrebbero redigere 12 dichiarazioni dei redditi, con l’obbligo di eseguire il complesso calcolo dell’importo dovuto su base mensile o trimestrale.

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