Il Primo Ministro italiano ha promesso di fermare l’immigrazione clandestina, ora è alle prese con la realtà

Il Primo Ministro italiano ha promesso di fermare l’immigrazione clandestina, ora è alle prese con la realtà

Fermerebbe la migrazione delle barche dal Nord Africa. Giorgia Meloni ha fatto belle promesse agli italiani durante la sua campagna elettorale. Se dovesse guidare il Paese, ha detto lo scorso settembre il leader di Fratellanza italiana di estrema destra, l’immigrazione clandestina sarebbe finita. A tal fine creerà centri per richiedenti asilo in Nord Africa e parlerà di blocco delle navi. La Meloni è al potere da cinque mesi come primo ministro italiano. E ora è alle prese con la realtà: stanno arrivando più migranti che mai.

Nel primo trimestre di quest’anno, 31.357 migranti via mare hanno raggiunto le coste meridionali dell’Italia, quattro volte di più rispetto allo stesso periodo del 2022 e del 2021. Dicono di provenire principalmente da Costa d’Avorio, Guinea, Pakistan, Tunisia e Egitto. La maggior parte è partita in barca dalla Tunisia. La guardia costiera italiana fa fatica a far fronte al lavoro, alcuni giorni il servizio deve portare in salvo migliaia di migranti contemporaneamente. A volte le cose vanno male. A febbraio, una barca sovraffollata è affondata al largo della Calabria, annegando quasi 90 persone.

destabilizzare l’Europa occidentale

Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto punta il dito accusatore contro il mercenario russo Wagner Army. Sarebbe dietro ai barconi in partenza per l’Africa e vorrebbe destabilizzare l’Italia e l’Europa occidentale. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi accusa i suoi connazionali di sinistra: non vedono l’immigrazione in sé come un problema, rendendo l’Italia più attraente di “altri Paesi dove l’opinione pubblica è unita e intransigente”. Gli esperti di migrazione, tuttavia, scuotono la testa: il numero di migranti via mare è in aumento a causa dei crescenti problemi politici ed economici in Tunisia e del clima insolitamente mite.

Il governo Meloni chiede aiuto all’Ue e sta già rispondendo con misure nazionali. Ad esempio, alle organizzazioni umanitarie è consentito effettuare una sola operazione di soccorso nel Mar Mediterraneo, anche se un’altra imbarcazione sta per affondare nelle vicinanze, e devono immediatamente portare le persone a bordo in un porto italiano, spesso lontano. Di conseguenza, possono trascorrere meno tempo nel cosiddetto cercare e salvaresono qui. Ma dal momento che solo una piccola parte dei migranti arriva con una simile nave di soccorso – Guardia Costiera, Marina Militare e Guardia di Finanza italiane ne raccolgono la stragrande maggioranza – questa misura non ha praticamente alcun effetto. Inefficaci anche le pene detentive più severe per i contrabbandieri introdotte dalla Meloni, in quanto i criminali lavorano all’estero ed è difficile per gli italiani assicurare alla giustizia.

Anche la Meloni ha dichiarato martedì scorso lo stato di emergenza. I partiti di opposizione la definiscono “una pubblicità”, con la quale il presidente del Consiglio vuole far credere agli elettori che sta agendo. Perché uno stato di emergenza del genere significa poco più del fatto che il governo possa sbloccare più facilmente milioni di euro per ulteriori ricoveri e nominare un commissario straordinario che si occuperà di questa crisi.

Il Parlamento svilupperà questi piani la prossima settimana. L’intenzione è quella di costruire più centri di espulsione, di trattenervi più a lungo i richiedenti asilo che hanno esaurito tutte le vie di ricorso e di ridurre le cosiddette protezione speciale migranti discriminati nel loro paese di origine, ad esempio a causa della loro religione o origine etnica.

Investi in Africa

Tutto questo servirà a poco. Negli ultimi anni, anche i precedenti governi hanno aumentato le sanzioni, inasprito i requisiti per i permessi di soggiorno e limitato lo spazio per le navi di soccorso. Ma le barche dei migranti continuano ad arrivare.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, veterano politico del centrodestra Forza Italia, è uno dei pochi ministri a parlare di un approccio lungo, costoso e complicato. Di recente ha detto in una conferenza stampa a Roma: “L’Ue deve investire in Africa: nell’economia, nell’ambiente, nella diplomazia e nella lotta al terrorismo. Questa è l’unica soluzione al problema dell’immigrazione. Le spine temporanee non funzionano. Solo con un approccio strategico possiamo garantire che gli africani non debbano più migrare.

L’elevato numero di migranti attualmente in sbarco non sembra al momento nuocere troppo materialmente alla Meloni. Un sondaggio mostra che il 30% degli elettori vuole votare per il suo partito; a settembre ha raggiunto il 26%. Il giornale La Stampa riferisce che gli elettori di Brothers in Italia danno al suo governo un voto di 8.

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