“Il vaccino? Uno zotico non lo farà mai. Basta terrore, pensiamo ad altri malati” – Corriere.it

di Simona Ravizza

Dirigente medico San Raffaele: “Oggi arrivano sempre più pazienti positivi al coronavirus, ma i ricoveri riguardano chi non è stato vaccinato. Il rientro a settembre proporrà l’esacerbazione delle malattie croniche”

Alberto Zangrillo, 63 anni, ama essere una voce fuori dal coro. Da sempre contrario al metodo della paura (“I cittadini non devono avere paura perché reagiscano come voglio io”), il suo obiettivo preferito per un mese sono i media che continuano a mettere il virus in prima pagina e in grande. .

Cosa ti fa arrabbiare?
“Lo trovo inutile e dannoso bollettini giornalieri con dati sui contagi. Inseguendo le figure e le fantasie degli pseudo-scienziati, perdiamo di vista le basi fondamentali dell’umanità”.

Ma il virus non è “clinicamente inesistente”?
“Non accetto provocazioni. Preferirei spiegare perché la campagna di terrore è devastante”.

Ma prima un dato di attualità: i ricoveri per Covid al San Raffaele, dove dirige anestesia e terapia intensiva ed è vicerettore dell’Università Vita Salute, come stanno andando?
“Altri positivi stanno arrivando al pronto soccorso, che però nella maggior parte dei casi può essere rimandato subito a casa. I ricoveri riguardano chi non è stato vaccinato. Ma non voglio ripetere cose che ormai sono conosciute e dette da altri”.

Intendi quella che chiami “la campagna del terrore”.
“Lo odio per un semplice motivo: sono convinto che distragga l’attenzione e la forza dai problemi reali”.

La sua proposta?
“Un ente governativo che, nel rispetto dell’autonomia delle Regioni, si pone obiettivi e fornisce i mezzi per tornare a seguire chi sta veramente male. All’ordine del giorno bisogna quindi tornare a rimettere il tema della prevenzione, che a breve termine comporta spesa, ma che a lungo termine salva il servizio sanitario e dona qualità della vita”.

Dovremmo spostare l’interesse dei malati di Covid su altri?
“Ne sono fermamente convinto. È come se fossimo a bordo di una nave la cui rotta sta lentamente cambiando. Altrimenti il ​​rischio è di finire negli slum a cacciare solo malati di Covid. Il ritorno alla realtà a settembre offrirà qualcos’altro, ovvero l’esacerbazione delle malattie croniche. Mentre oggi tutti sono concentrati sulla saturazione dei posti letto in Sardegna e Sicilia: è chiaro che la situazione è così lì perché i problemi degli abitanti si sommano a quelli dei turisti. Ma da fine agosto tutto tornerà alla normalità”.

La sua tesi è: la prua della nave non deve continuare a rincorrere il Covid.
“Ammetto che è un problema, ma dico che è fondamentale non trascurare il resto”.

Ma intanto, da medico, cosa ci consiglia di fare per combattere il problema Covid?
“Oltre a non spaventare persone che altrimenti restano chiuse in casa e distruggono drammaticamente le relazioni sociali?”.

Come convincere i vaccinatori scettici?
“L’asino non diventerà mai un purosangue!” Ovviamente non lo dico in tono offensivo. Mi limito a un fatto”.

Cosa intendi?
“Come anche scritto Natura, quasi il 20% della popolazione non sarà vaccinato. E su questo non c’è molto da fare. C’è uno zoccolo duro di scettici difficile da estirpare”.

Pur nel rispetto della libertà di tutti, bisogna però ammettere che chi è stato vaccinato – e quindi ha già compiuto un atto di responsabilità collettiva – è più tranquillo se, quando entra in un ristorante, si allena in bagno, fa sport o sale su un aereo, sanno che ci sono persone che sono state vaccinate o hanno fatto i tamponi. C’è un problema con questo?
“Non riesco a trovarci niente di sbagliato. Ho tre figli dai 25 ai 33 anni e sono tutti vaccinati in doppia dose. Ma più che parlare di green pass ed entrare nel tema delle libertà individuali, da medico preferisco dare l’esempio. E invitare le persone a comportarsi con senso di responsabilità”.

Il Paese però oggi è diviso sulle misure.
“Purtroppo, la speculazione politica sta facendo diventare di parte le misure anti-Covid. E tutto questo confonde i cittadini”.

Dov’è in questi giorni?
“In ospedale. Al lavoro”.

In quale stato d’animo?
“Ho riletto di recente il “Discorso alla Luna” di Papa Giovanni XXIII. Dobbiamo tornare con urgenza a prenderci cura dei più deboli. Bambini, che devono tornare a scuola in presenza. E gli anziani, che vanno curati al meglio per tutte le loro patologie”.

12 agosto 2021 (modificato il 12 agosto 2021 | 07:28)

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