Juan Carlos è già fuggito dalla Spagna. Iglesias: "Atto indegno". E i soggetti su Twitter vogliono la Repubblica

Juan Carlos è già fuggito dalla Spagna. Iglesias: “Atto indegno”. E i soggetti su Twitter vogliono la Repubblica

Ha già lasciato, ha già lasciato il Zarzuela e il Spagna. Il re emerito Juan Carlos I, dopo aver comunicato con una lettera a suo figlio le sue ragioni, ha deciso di lasciare il suo paese a causa delle indagini per evasione fiscale – anche se non è attualmente indagato – che lo vedono protagonista sia in Spagna che in Svizzera. E la sua fuga, comunicata con una lettera a suo figlio e attuale sovrano Felipe VI in cui ha ribadito la sua lealtà verso il Paese e la monarchia, ha monopolizzato il dibattito sull’opinione pubblica.

Sulle prime pagine dei giornali spagnoli il caso che ha scosso la monarchia ha minato le aperture che sono state occupate dalla pandemia per settimane, dato il picco delle infezioni raggiunto in particolare da Catalogna e Aragona. Sebbene continuiamo a parlare di “corona”, il messa a fuoco ora è passato ai cento milioni di euro che Juan Carlos avrebbe ricevuto nel 2011 per garantire che il contratto da € 6,7 miliardi per la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità tra il La Mecca e Medina è stato affidato a ditte spagnole.

Il volto di Juan Carlos spicca su tutte le prime pagine dei giornali e tra i primi dieci argomenti di tendenza spagnoli su Twitter ieri, solo due non erano collegati alla sua decisione politici e soggetti. Il gesto del re emerito ha infatti scosso anche i ranghi dell’attuale governo di coalizione: mentre dal Moncloa arriva un comunicato stampa che esprime rispetto per il governo contro la decisione del re emerito, sottolineando la sua gratitudine per la “trasparenza ed esemplare che hanno sempre guidato il re Felipe VI“, Su Twitter il leader di Uniti possiamo, Pablo Iglesias, scrive che “il volo all’estero di Juan Carlos è un gesto indegno di un capo di stato, “aggiungendo che il re emerito” dovrebbe rispondere al suo comportamento in Spagna davanti al suo popolo. “

Allora mentre psoe, Pp e cittadini sono a favore della scelta di lasciare il Paese per evitare le ombre degli scandali che vedono il padre cadere sul figlio, il portavoce di Uniti possiamo al Congresso, Pablo Echenique, ha suggerito di evitare che il re emerito lasci il paese fino alla conclusione delle indagini contro di lui. Ma ormai è troppo tardi.
A tarda sera il gruppo parlamentare di Uniti possiamo ha pubblicato una dichiarazione in cui, oltre a specificare che non vede perché è necessario continuare a mantenere “una monarchia senza il minimo valori etici“, Dichiara che” non possiamo continuare a impedire il dibattito pubblico sulla forma di governo del governo Spagna“E quello” l’idea di uno si fa strada repubblica di solidarietà e plurinazionale “.

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Inoltre, ciò che la maggior parte degli argomenti spagnoli ha espresso ieri sui social media non è certo di supporto corona, fra hashtag ironico (come “Grazie Maestà”) e altri lodando il Repubblica (“#RepublicaYa”). L’anno scorso, tuttavia, un’indagine condotta da Imop Insights per Vanitatis in occasione del quinto anniversario del regno di Felipe VI e Letizia, ha dimostrato che il 50,8% degli spagnoli si professa monarchico, con solo il 3,1% indeciso e un netto repubblicano del 46,1%. E tra i principali sostenitori della repubblica troviamo principalmente quelli che fanno il nazionalismo la loro bandiera, come catalani Il baschi.

L’associazione catalana Omnium Cultural, a questo proposito, un mese fa presentato a Corte Suprema una denuncia penale contro il re emerito e lanciato la campagna #CoronaCiao. Sul posto sta raccogliendo firme (attualmente 4420) per segnalare il corruzione della monarchia spagnola alUnione europea e ha anche pubblicato una canzone composta da alcuni musicisti catalani sulle note di “Bella Ciao”. Ieri, alla luce di quanto accaduto, l’associazione ha affermato di aver richiesto misure precauzionali contro il re emerito e il presidente dell’associazione, Jordi Cuixart, uno dei dodici leader catalani condannati dal Corte Suprema (che ha scontato due anni di carcere) ha dichiarato in un tweet: “Un capo di stato che applaude alla fuga di una persona corrotta; hanno reso l’impunità una lettera di presentazione al mondo. Per giustizia, memoria e dignità, conquistiamo un futuro senza soggetti o Borboni “.

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