“La scienza vince finché non viene ignorata” – Corriere.it

di Ilaria Capua

Il virologo: possiamo creare vaccini sempre migliori ma se vengono rifiutati sono inutili, dobbiamo coinvolgere sociologi e umanisti. La svolta è il passaggio del virus da pandemico a endemico: diventerebbe come il morbillo

Era chiaro fin dall’inizio che sarebbe stato un affare lungo. L’endemizzazione è il punto di arrivo al quale il virus circola sottotraccia nella popolazione colpita e deve essere l’obiettivo raggiunto al più presto. Infatti questo passaggio da pandemia a endemico rappresenta il punto di attraversamento da cui inizia la vera svolta. Sì, perché rappresenta l’equilibrio tra un virus finora sconosciuto ai testi di virologia e sistema immunitario e la nuova specie infetta: l’Homo sapiens. è la svolta che classificherebbe il Covid con parotite e morbillo, di cui ci sono pochissimi casi di malattia conclamata nei paesi vaccinatori. Questi virus circolano ma molto raramente nei paesi occidentali riescono a sfondare l’immunità della popolazione.

Vaccini

Contro il Covid e in favore dell’endemizzazione, i vaccini bioingegnerizzati sono intervenuti a tempo di record in nostro aiuto, permettendoci di ridurre notevolmente la trasmissione e di risparmiare il 90% dei ricoveri. Io sono vaccini super sicuri perché è praticamente esente da effetti collaterali e molto efficace nel prevenire anche malattie cliniche causate dalla variante Omicron (per quanto emerge oggi dagli ultimi dati sudafricani). In secondo luogo, abbiamo dimostrato farmaci antivirali, anticorpi monoclonali e protocolli di trattamento. Insomma, il cittadino ha chiamato e la scienza, con sorprendente rapidità, ha risposto con soluzioni reali ed efficaci.
Perché siamo qui con mezza Europa che trema e impone regole inimmaginabili fino a ieri. Perché siamo così piccoli, con la percezione di essere sull’orlo di un nuovo abisso evitabile? Perché ci sono, nel mondo occidentale, alcune persone che non vogliono utilizzare gli strumenti biomedici sviluppati e validati dalla comunità scientifica internazionale per prevenire l’insorgenza della malattia. Si tratta di circa un terzo dei cittadini europei ancora da vaccinare e di un certo scetticismo che indebolisce la raccomandazione di procedere al richiamo, anche in Italia.

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Il riempimento

Questa è sicuramente una delle scoperte più importanti che la pandemia ci ha rivelato. Certains pays européens, bien plus que l’Italie, n’ont pas réussi à convaincre leurs citoyens de se faire vacciner et la mi-chemin qui a été mis en place grâce à ceux qui se font vacciner risque de ne pas suivre la vague d ‘autunno. E così, con un’emergenza che poteva essere completamente sotto controllo se ci fosse una copertura del 90%, avrebbe continuato a pompare colpi di pompa per essere seguiti da picchi di emergenza. Partiremo con la mannaia delle misure restrittive sulla vita degli europei oltre che sull’economia e sul benessere di cui tanto si parla.

Surrealista

Veramente surreale che le soluzioni per arginare la portata del disastro ci siano ma che le stesse – evidentemente salvifiche – vengano ignorate o peggio, respinte da cento milioni di europei. Se questo rispecchia il modo in cui le persone si prendono cura della propria salute, è evidente che anche qui la strada da percorrere è lunga. Certamente, negli studi futuri riguardanti la preparazione e la reazione a fenomeni epidemici o pandemici, sarà essenziale una più stretta collaborazione tra le scienze naturali e biomediche con le scienze sociali, nonché per sviluppare l’osmosi e una più ampia permeabilità alle scienze umane in generale. Sarà perché la pandemia è un fenomeno globale che diventano più evidenti le complessità di nuovi problemi, che per loro natura devono essere affrontati in maniera multidisciplinare.
In conclusione, puoi ottenere vaccini sempre migliori, ma se le persone li rifiutano, anche i prodotti migliori non funzionano e l’endemizzazione, se necessaria, avanza qualche anno dopo. Il vaccino c’è, ma non il risultato.

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8 dicembre 2021 (modifica 8 dicembre 2021 | 8:30)

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