Malattia d’alta quota per un giovane, soccorso allertato con il passaparola

Quasi contemporaneamente, una donna dell’Invillino del 1969 è rimasta ferita a quota 2000 nel gruppo dello Jôf di Montasio.

UDINE. Nella giornata del 15 agosto sono stati effettuati due interventi tra le Dolomiti Friulane e le Alpi Giulie. A Cimolais, nella valle del Campanile di Val Montanaia, un giovane nato a Roma nel 1992 è stato soccorso dopo aver sofferto di un malore causato dall’elisoccorso di Suem di Pieve di Cadore.

L’allarme è arrivato grazie a una sorta di tam tam effettuato da una catena umana al rifugio di Pordenone. Il giovane si trovava a quota 1.800 metri in una zona dove non c’è copertura telefonica e grazie alla voce che circolava sul sentiero da escursionista a escursionista il segnale ha raggiunto il Rifugio de Pordenone da dove il responsabile ha potuto allertare i servizi di emergenza.

Il Soccorso Alpino Valcellina è stato allertato per operazioni di supporto.

Chiusaforte. La richiesta di aiuto arrivò quasi contemporaneamente per una donna di Invillino nel 1969 che rimase ferita a quota 2000 lungo il sentiero per Cima di Terrarossa, nel gruppo dello Jôf di Montasio, Alpi Giulie. La donna è stata colpita alla spalla da un grosso sasso spostato dall’alto che probabilmente ha provocato una frattura. La donna, dolorante, è stata soccorsa dal team tecnico e sanitario dell’elisoccorso regionale, con alcune difficoltà viste le turbolenze ancora presenti oggi in quota. Sul posto è atterrato prima il tecnico dell’elisoccorso del Secours Alpin con un verricello di una cinquantina di metri, poi il medico e un’infermiera con la barella. Una volta stabilizzata e imbarazzata, la donna è stata trasportata all’ambulanza di Sella Nevea. Allertate dalle Sores anche le squadre della Cave del Predil del Soccorso alpino e della Guardia di Finanza, con base al rifugio Brazzà.

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