“Nono pianeta” del sistema solare: l’orbita di un esopianeta lo rende plausibile

Da tempo si parla di un misterioso nono pianeta del nostro sistema solare: tra timide conferme e possibili dinieghi, la sua esistenza continua a porre una domanda a cui è difficile rispondere.

Uno dei problemi principali nel determinare l’esistenza del nono pianeta riguarda la sua elusività, ma una recente scoperta sembra mostrare uno scenario potenzialmente applicabile anche all’inafferrabile corpo celeste, attraverso il quale sarebbe possibile spiegare perché un pianeta come questo Questo vicino è molto difficile per noi osservare.

Il caso è quello di HD 106906 b, un esopianeta simile a Giove situato a 336 anni luce dalla Terra. La sua caratteristica principale risiede nella sua orbita con una tale eccentricità da toccare i limiti del suo sistema solare (al centro del quale c’è una stella binaria) ogni 15.000 anni. Per mettere in relazione il fatto con il nostro sistema solare, è come se fosse un pianeta delle dimensioni di Giove orbita attorno al Sole rimanendo al di fuori della cintura Edgewort-Kupier.

In conclusione, lo scenario di HD 106906 b rende plausibile l’esistenza di una stella posizionata a una tale distanza dalla sua stella da continuare ad essere influenzata dagli effetti gravitazionali, che lo rende uno degli elementi del sistema. Al momento, non ci sono molti dettagli sul perché HD 106906 b sia così lontano dalla sua stella, a parte una prima ipotesi: il pianeta potrebbe essere stato espulso dalla sua orbita. origine dovuta agli effetti gravitazionali delle due stelle. , per poi stabilizzarsi dopo essere entrato in contatto con un altro corpo celeste che ha corretto la sua orbita, impedendo al suo volo di portarlo a vagare per sempre nel nulla.

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L’analisi dell’HD 106906 b proseguirà anche nei tempi a venire, in quanto gli scienziati vogliono saperne di più e capire se il pianeta ha creato un proprio piccolo sistema, raccogliendo i vari detriti spaziali incontrati durante la sua fuga. Il suo comportamento è molto interessante anche per capire quali sono le dinamiche che regolano la nascita di un sistema simile al solare, visto che quello osservato è relativamente giovane: ha solo 15 milioni di anni, contro circa 4,5 miliardi. dei nostri.

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