Occupazione italiana ai massimi livelli

Nel mese di marzo il livello di occupazione in Italia ha raggiunto il livello del 59,9%. A quel tempo, 23,04 milioni di persone avevano un impiego formale nel paese. E’ quanto emerge dai dati dell’Istat, l’Istituto statistico italiano.

Va notato che l’occupazione italiana ha così raggiunto il suo livello più alto da allora Stato le misurazioni sono iniziate diciotto anni fa.

Donne

Rispetto a febbraio, a marzo in Italia sono stati occupati 81.000 posti di lavoro aggiuntivi. Rispetto a marzo dello scorso anno, l’occupazione è aumentata di 804.000 unità. L’Istat rileva che si è registrato un forte aumento del tasso di occupazione, in particolare tra le donne e le persone di età superiore ai ventiquattro anni.

Quasi 9,78 milioni di donne sarebbero occupate in Italia nel mese di marzo. L’Istat sostiene che il 51,2% delle donne italiane in età lavorativa sono effettivamente occupate.

L’Istat ha inoltre affermato che il numero dei disoccupati e degli inattivi è ulteriormente diminuito nel mese di marzo. La disoccupazione è scesa di 0,2 punti percentuali all’8,3%. Di conseguenza, la disoccupazione è tornata al livello registrato all’inizio dell’ultimo decennio.

Meno positive, invece, secondo l’Istat, le notizie sulla disoccupazione giovanile. Dopotutto, i dati mostravano che nella fascia di età sotto i 25 anni doveva essere segnalato un tasso di disoccupazione del 24,5%. Ciò rappresenta un aumento di 0,3 punti percentuali. L’Istat avverte inoltre che quest’anno il potere d’acquisto della manodopera italiana diminuirà di 5 punti percentuali;

Povertà

Inoltre, uno studio del consulente Censis e del sindacato Unione Generale del Lavoro (UGL) mostra che i salari italiani sono diminuiti dell’8,3% in termini reali nell’ultimo decennio.

READ  Il nuovo Dpcm agita la maggioranza. Renzi: "Deve essere cambiato". Ira di Zingaretti: "No al raddoppio"

Tocca anche il problema della povertà della popolazione attiva italiana. Alla fine dell’ultimo decennio, il 13,2% della popolazione attiva italiana doveva accontentarsi di un reddito al di sotto della soglia di povertà.

Ciò significa che questa forma di povertà in Italia è ancora in aumento. Dieci anni prima era stata registrata una cifra del 10,2%. Secondo il rapporto, nello stesso periodo la povertà tra i lavoratori autonomi italiani è passata dal 5,2% al 7,6%.

Il governo italiano ha appena annunciato una serie completa di misure volte a mitigare l’impatto dell’inflazione e l’aumento dei costi energetici su imprese e famiglie.

(kg)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *