“Su Pino Rauti ha avallato toni agiografici, Draghi non lo ha nominato nell’Archivio Centrale”: la lettera dei familiari delle vittime delle stragi

La nomina di Andrea De Pasquale, ex direttore di Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, al sovrintendente dell’Archivio Centrale di Stato. Il Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, potrebbe firmare nelle prossime ore il decreto che dovrà poi essere ratificato da Mario draghi. Ma le associazioni delle vittime delle stragi sono in rivolta. La ragione? Nel novembre 2020 la Biblioteca Nazionale presieduta da De Pasquale ha acquisito il fondi dell’archivio personale del fascista Pino Rauti. La storia dell’epoca fece scalpore: non tanto per l’acquisizione quanto per le modalità di comunicazione seguite dalla Biblioteca, che si limitò a riproporre il comunicato stampa di toni agiografia diffuso dal Fondazione Rauti e la famiglia senza alcuna contestualizzazione che spiegasse il ruolo di Rauti all’interno del neofascismo italiano. Lo stesso De Pasquale ha partecipato a una presentazione per la celebrazione della donazione con sua figlia Isabelle Rauti, senatore dei Fratelli d’Italia. Lo stesso Franceschini si distinse in questo periodo per un rapido intervento che accolse l’insurrezione di studiosi e antifascisti, che ricordarono il passato militante di Rauti nel Pacchetti di azione rivoluzionaria (Lontano) e soprattutto fondamento di nuovo ordine, divenuta poi una vera e propria agenzia terroristica, secondo quanto stabilito dalle condanne di Milano e Brescia.

Per questo Franceschini ha prontamente chiesto la cancellazione del sito istituzionale. librari.beniculturali.it del comunicato stampa”agiografico“Su Rauti, infatti, ritirato per il diretto coinvolgimento del ministro. Non si sa cosa sia successo nel frattempo. Tra l’altro De Pasquale è un gestore di biblioteca di secondo rango mentre l’Archivio Centrale di Stato è un’istituzione di prim’ordine: a suo favore va detto che la legge che prevede la modifica dell’Archivio non è mai stata modificata. essere guidato da un manager di secondo livello.

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La vicenda è delicata, così come il ruolo di sovrintendente dell’Archivio Centrale di Stato. Ricorda che era Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione Vittime della Strage di Bologna, in una lettera al presidente del Consiglio Draghi, seguita da Manlio Milani e Carlo Arnoldi, storici esponenti dell’associazionismo milanese (strage di piazza Fontana) e bresciano (strage di piazza della Loggia). Spetta, infatti, al soprintendente attuare correttamente il “Direttiva Renzi“Sulle carte delle stragi, recentemente estese alle vicende di la spada e P2 Draghi ha ragione. “Un ruolo che richiede spiccata sensibilità costituzionale e coraggiosa autonomia di fronte alle tante pressioni politiche che possono ostacolare la realizzazione dell’iniziativa”, scrive Bolognesi, ricordando che all’epoca della vicenda Rauti” non esisteva – nessuna forma di contestualizzazione storico-critica della figura di Rauti, un personaggio a dir poco controverso nel panorama del neofascismo italiano”.

In questa occasione, prosegue il presidente dell’Associazione vittime della strage di Bologna, «De Pasquale ha dimostrato o comunque approvato un atteggiamento di mancanza di autonomia scientifica e di compiacimento contro il famiglia Rauti e il suo lato politico e i suoi eredi. Un atteggiamento che potrebbe compromettere agli occhi di molti correttezza di una prestigiosa istituzione come il Biblioteca Nazionale Centrale (Tomaso Montanari, rettore dell’Università per Stranieri di Siena, ha chiesto pubblicamente se “la Biblioteca Nazionale di Roma ha perso completamente il senso costituzionale della cultura”), provocando anche una reazione all’interno del ministero, non solo tra i familiari delle vittime della strage e studiosi”. Bolognesi spiega quindi che voleva scrivere a Draghi per “evitare a compito così centrale perché la trasparenza della nostra democrazia è affidata a una persona che ha certamente le qualifiche ma non la visione e quello spessore che dovrebbe caratterizzare il suo ruolo. Se non lo fosse, devo pensare che in effetti non c’è la volontà di farlo chiarire sullo sfondo della strage e delle stragi in genere, sulla collusione degli apparati, di cui erano i gladiatori, dei loro ‘aziendee ancor meno delle varie implicazioni politiche e terroristiche della famigerato lodge P2 ″. Oltre a De Pasquale, altri tre candidati, tutte donne, si candidano alla carica di capo dell’Archivio Centrale di Stato. Si attendono ora le decisioni del ministro Franceschini.

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