“Test rapidi, nessun risultato positivo trovato.” Il giallo di questi dati indistinti del Veneto

Casi identificati dato test rapido dell’antigene in Veneto: zero. Per il terzo giorno consecutivo, questa è l’indicazione apparsa ieri a bollettino nazionale, che dal 15 gennaio ha iniziato a pubblicare dati su tutti i tipi di buffer, dopo mesi di polemiche sul fatto che l’incidenza delle infezioni fosse calcolata solo su test molecolari. Il singolarità è talmente visibile che ha alimentato dubbi anche tra i matematici del CNR, soprattutto perché riguarda mezza Italia, ma la spiegazione è molto semplice: la Regione comunica i numeri separati sui due tipologie di controlli effettuati presso il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, ma a trovate infezioni totali (e indistinte).

Bollettino Veneto

Come al solito, e come accade quasi esclusivamente in Veneto, ieri l’Azienda Zero ha rilasciato due aggiornamenti. Secondo le rilevazioni alle 8 e alle 17, sono stati 849 i nuovi positivi nel corso della giornata, portando il totale a quasi trecentomila (298.493). Al netto dei rallentamenti del flusso dati, dovuti al weekend e alle problematiche informatiche, la diminuzione è evidente e visibile anche nei punti Covid, dove le code per il buffer si sono notevolmente accorciate.

Ciò è spiegato dagli esperti come effetto delle restrizioni natalizie e arancioni, nonché come conseguenza delle nuove regole di case management nelle aule, per le quali la quarantena per tutti viene attivata con test solo a la fine. Continua anche il calo dei ricoveri: 2.683 in aree non critiche e 349 in terapia intensiva. Rallenta la dolorosa curva della morte (46), sebbene dall’inizio abbia superato l’ottomila muro (8.012).

Una parte

Di tutto questo, come sempre, il bollettino diffuso nel pomeriggio dalla Protezione civile ne riporta solo una parte, ovvero la fotografia scattata al mattino. Sulla base di questa istantanea, in Veneto si contano 22.706 tamponi in totale e 1.369 casi in totale “rispetto al giorno precedente”. Il numero di test può essere facilmente scomposto in dati relativi a dati molecolari (10.929) e antigenici (11.777), tanto che il conteggio raggiunge 3.575.753 dal 21 febbraio 2020 e 67.990 dal 15 gennaio 2021, rispettivamente (sebbene i totali veloce 2, 2 milioni). Invece, i 1.369 positivi di oggi si presentano tutti come “casi identificati da test molecolari”, mentre sono esattamente zero nella colonna “casi identificati da test rapido dell’antigene”.

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Test rapidi

Possibile che la Regione più veloce di tutte le altre non trovi nemmeno il contagio? Inoltre, il Veneto è in buona compagnia con altre dieci realtà tra cui, ad esempio, l’Emilia-Romagna, che ha annunciato 12.110 molecole molecolari e 2.613 antigeni, per un totale (indifferenziato) di 1.437 contagi. Il Friuli-Venezia Giulia ha invece precisato di aver riscontrato 72 positivi su 782 antigeni e altri 313 su 4.109 molecolari, per un totale di 385. Sembra quindi capire che l’anomalia sia dovuta a un problema di comunicazione: il la metà dell’Italia dà i positivi totali indipendentemente dalla tecnica con cui vengono identificati, mentre l’altra metà li distingue.

Questo dato potrebbe ridurre le perplessità di esperti, come Giovanni Sebastiani dell’Istituto di Applicazioni Informatiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che ha riscontrato in Italia “una differenza statisticamente significativa” tra i tassi di positività, ovvero “9,7% per i test molecolari e 0,81% per i test antigenici rapidi “, a suo avviso spiegabile con” una diversa tipologia di soggetti esaminati con test antigenici rapidi rispetto a quelli relativi ai test molecolari “, oppure con” un’alta percentuale di negativo per i test antigeni “.

Trento e Bolzano

E ‘chiaro che occorre maggiore chiarezza sui dati, come richiesto anche dal fisico Davide Bassi, già rettore di Trento da tempo, lamentando che la Provincia Autonoma ha poca trasparenza rispetto ai vicini di Bolzano. Mentre l’Alto Adige è in zona rossa, il Trentino resta in zona gialla, nonostante dati simili. Il sistema scritto funziona così: cerco la maggior parte dei positivi con i tamponi antigenici rapidi; Li lascio aspettare più di una settimana prima di chiamarli per prelevare il campione molecolare; se sono negativi, scompaiono dalle statistiche ufficiali sui contagi ”.

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Ultimo aggiornamento: 11:23

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