Adolescenza: come affrontare questa età difficile?

L’adolescenza è un periodo particolarmente difficile da affrontare, sia per i diretti interessati, sia per i genitori, che devono prendersi cura dei propri figli. Ma cosa possiamo affrontare in questi tempi difficili?

Un’età difficile, adolescenza! I genitori spesso devono fare i conti con eventi improvvisi sbalzi d’umore, mutismo ostinato o ribellioni clamorose. Si tratta di un delicata fase di crescita, fatta di cambiamenti, incertezze e disagi che, a volte, possono portare alla vera depressione. È importante non trascurare un disagio che può portare a decisioni drammatiche. La depressione colpisce anche i più giovani, proprio mentre si avvicinano all’età adulta, e ne sentono le pressioni e le pressioni. aspettative esterni, si confrontano con i loro coetanei, si confrontano tra loro grandi sfide legati alla transizione che stanno attraversando.

In questi casi, il la genitorialità è fondamentale: devono cercare di capire qual è la causa del “mal de vivre”, senza farsi spaventare dalla situazione, cercando di non sopprimere questi segni, ma imparando a decifrarli ea capirli. richieste di aiuto.


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Il ruolo della famiglia

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Le convulsioni di un adolescente possono avere molte cause, ma non è raro viene in famiglia. Quello che appare come un disturbo nell’adolescenza ha spesso le sue radici nell’infanzia.

La prima regola è: non delegare. La responsabilità e la capacità di aiutare un adolescente che sta attraversando un momento difficile spetta esclusivamente ai genitori. Lo psicologo può fornire aiuto e sostegno, ma non può sostituirsi ai genitori.

È fondamentale che seguano da vicino i propri figli, senza opprimerli: a questa età, ne hanno sempre più bisogno indipendenza.

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“Seguirli da vicino è educarli ad essere autonomi e cercare di capire come si evolve la loro personalità, aiutali ad affrontare nuove esperienze e farsi coinvolgere dal loro disagio”, spiega Emilio Sacchetti, docente di psichiatria all’Università di Brescia.

È giusto e necessario per il loro equilibrio psicologico che un giovane possa esprimere con calma il proprio disagio, senza sentirsi sopraffatto da sensi di colpa.

I segni da riconoscere

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Se i genitori conoscono bene i loro figli, non è difficile rilevare alcuni cambiamenti, come cambiamenti di umore e comportamento. Il disorientamento tipico dell’età tuttavia, non deve essere confuso con sintomi che indicano un disagio più grave.

Può essere normale che un giovane con un carattere socievole ed estroverso diventi improvvisamente più serio e irritabile, che un bambino abituato a chiedere consiglio, invece, si sente così incompreso da isolarsi da tutti. L’elemento distintivo è il durata di queste esternalizzazioni: La ribellione continua, che si trasforma in una sorta di sfida per i genitori, gli attacchi di pianto o il rifiuto di tutto ciò che lo circonda possono essere il modo per comunicare il loro disagio se durano mesi.


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Un compito difficile

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Pazienza, disponibilità e ascolto sono ingredienti essenziali nel rapporto tra genitori e figli, soprattutto se riconosciamo i segnali di allarme che possono far presagire la depressione.

Il professor Sacchetti sottolinea l’importanza di non minimizzare le difficoltà dei giovani: è solo ascoltandoli e comprendendo il loro disagio che possiamo cercare di risolvere il problema, evitando di farli sentire incompresi e soli. Il famiglia questo è il posto migliore per risolvere il disagio adolescenziale, insieme potete anche decidere di contattarne uno specialista.

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È importante che i genitori siano aprire all’autocritica, cambiando il modo di comportarsi e di parlare con i propri figli, senza pensare sempre che sia il giovane a sbagliare: a volte il disagio di un adolescente nasce da un bisogno di chiarezza e sincerità.

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