concorrenza sleale da parte dei paesi più in crisi

concorrenza sleale da parte dei paesi più in crisi

«La non-dolce vita», The Economist titolava a giugno, raccontando le difficoltà di Bel Paese nell’attrarre i turisti dopo la prima ondata di pandemia. A sostegno, foto in bianco e nero di una barca solitaria in partenza da Portofino. Tre giorni fa, ecco il Telegraph, un altro grande marchio del giornalismo britannico: l’Italia supera i mille contagi in 24 ore? «Cresce la paura di una seconda ondata EuropaLe Point, settimanale francese, sembra addirittura mettere sullo stesso piano la situazione su entrambe le sponde delle Alpi. Titolo di un articolo pubblicato ieri: “Le spectre d’une deuxième vague inquiète l’Italie et la France”. Il fantasma di una seconda ondata allarma ilItalia (al primo posto) e il Francia. Come se i 4.897 casi contati dai medici francesi il giorno prima, 23 agosto, potessero essere paragonabili (e confrontabili) ai 1.210 registrati contemporaneamente nel bollettino italiano. Quattro volte di meno. Nel America, Fox News, l’emittente di notizie h24, amatissima anche dal presidente Donald Trump, ha evidenziato i mille casi italiani, mentre negli States gli ospedali ne hanno calcolati 36.426 in un giorno.

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MARKETING

«Dall’avvento di Covid, si tende a sparare a zero contro altri Paesi e l’Italia è tra i più presi di mira », afferma Giuseppe Roscioli, presidente della Federalberghi di Roma. Si parla quasi di boicottaggio, che colpisce un settore già in crisi nera, tanto che anche l’Ice, l’istituto per il commercio estero che dipende dalla Farnesina, sta studiando una campagna ad hoc: Anica, l’associazione nazionale delle industrie cinematografiche , realizzerà cortometraggi d’autore. “Questo discredito dell’Italia è un trend che si era già notato a marzo e che avevamo rivisto all’inizio dell’estate – prosegue Roscioli – Gli aspetti negativi degli altri, all’estero, vengono evidenziati per favorire le vacanze all ‘interno. E da allora l’Italia è una delle mete turistiche più amate e apprezzate, si distingue in questa narrativa totalmente negativa ». Anche se può essere una contraddizione, statistiche alla mano.” Ci sono bugie grossolane o esagerazioni che non si riflettono nei numeri. È marketing », ne è convinto l’albergatore numero uno della capitale.« Grecia, vacanze sicure ». In Grecia vacanze sicure, si legge in un volantino ancora disponibile online diffuso da una rete di viaggi greca, panorami mozzafiato sull’arcipelago delle Cicladi. apri », aperto a tutti, un altro depliant rivolto ai giovanissimi in cerca di feste e nottambuli. Il marketing, appunto. Mentre, viceversa, il quadro è distorto sui paesi concorrenti, come l’Italia.

SENSAZIONALISMO

Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma ed ex ministro dei beni culturali, lo ha definito “sensazionalismo (interessato) che danneggia l’Italia”. Una “riflessione” appuntata su Facebook, “dopo aver letto notizie su vari media internazionali che lanciano il” maggior aumento di contagi in Italia dal blocco “, associato alle foto del Colosseo e di altre mete turistiche del nostro Paese”. Sia chiaro, dice l’ex vicepremier, oggi presidente di Anica: “Anche una singola infezione è un problema da prendere molto sul serio, ma nel posizionamento post-Covid, certe narrazioni interessate fanno parte di un’altra battaglia, cinica. e motivato da interessi economici e geopolitici “. Rutelli cita l’esempio degli Stati Uniti, cinque volte e mezzo gli abitanti italiani, dove il Covid-19 infetta quasi 40 volte di più.

I NUMERI

Un’agenzia comunitaria, il “Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie», Redige un report giornaliero che tiene conto dei contagi degli ultimi 14 giorni nei paesi del Vecchio Continente, Gran Bretagna compresa, in relazione agli abitanti. Leggendo il dossier, si scopre che l’Italia è agli ultimi posti. Solo 7 paesi, su 31 analizzati, avevano un numero proporzionalmente inferiore di casi. Ovviamente non significa che il pericolo sia da sottovalutare o, peggio ancora, che sia superfluo prendere precauzioni e stringere normative, anzi, ma certamente lo squilibrio rispetto ad altri Paesi è evidente. Se lungo lo stivale i contagi per 100mila abitanti, negli ultimi 14 giorni, sono stati 14,5, in Spagna si sono superati i 152 (dieci volte di più), in Francia 67 (quasi cinque volte di più), in Svezia il doppio. E nel frattempo, dalla Corea del Sud alla Spagna alla Nuova Zelanda, tornano i mini lockdown, mossa obbligata dopo la recrudescenza dei contagi. “L’Italia – dicono poi gli operatori turistici (e non solo) – fa di tutto per arginare il contagio, ma non può passare per la maglia nera”.


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