Elezioni comunali, in capitali davanti al centrodestra. Il centrosinistra vince a Mantova, bravo a Trento – Politica

È in corso il controllo delle elezioni comunali. Tra gli altri, è stato votato in 15 comuni del capoluogo di provincia. Brugnaro verso la conferma al primo turno a Venezia.

Venezia, Brugnaro verso una riconferma al primo turno – Luigi Brugnaro si avvia verso la riconferma a sindaco di Venezia al primo turno. Secondo un’altra proiezione del consorzio Rai Opinio Italia, il centrodestra Luigi Brugnaro è salito al 53,3% negli uffici comunali di Venezia. Seguono Pierpaolo Baretta di centrosinistra con il 29,2%, Sara Visman (M5s) con il 4,3% e Stefano Zecchi (Civica) con il 4,2%. La copertura del campione è del 44%.

Il candidato per il centro sinistra, Pierpaolo Baretta, si congratula con Luigi Brugnaro per la sua riconferma a sindaco di Venezia.

La vittoria di Brugnaro presso gli uffici comunali di Venezia è legata anche alla vittoria del cittadino che porta il suo nome, la cosiddetta “lista fucsia”, dato da un conteggio intorno al 33%. Si tratta di una percentuale molto più alta rispetto al 20,83% di cinque anni fa, che comunque sanciva il predominio della formazione rispetto alle altre parti. La lista “fucsia” tiene a distanza anche le altre forze della coalizione di centrodestra: la Lega corre intorno al 12-13% (cinque anni fa era 9,20%) Fratelli d’Italia a 6,5 %, nettamente superiore al 2,1% dell’ultimo municipale. Agli Europei dello scorso anno, invece, la Lega aveva ottenuto il 37,06% a Venezia e il 4,9% Fdi. Il Partito Democratico è la seconda forza politica del Comune, con una cifra provvisoria del 18,93%; meglio che nel 2015, quando ottenne il 16,83% (ma c’era una gara dalla lista di Casson), ma l’anno scorso agli Europei ottenne il 27,75%.

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Arezzo verso le urne – “Non è ancora certo, finché il caso non sarà chiuso, non commenterò”. Lo ha detto il sindaco uscente di Arezzo, Alessandro Ghinelli, candidato alla coalizione di centrodestra, commentando il dato che lo vede ritirarsi dalla prima fase dello scrutinio dal 50,1% al 47,2%. % quando segnalato come disperso. esame di 25 sezioni. “Nel frattempo continuo fino in fondo il mio lavoro di sindaco”, ha aggiunto Ghinelli. Con questi dati si profila un secondo round tra lo stesso Ghinelli e il candidato di centrosinistra Luciano Ralli al 35%.

Mantova, Palazzi (Cs) al 68,3% – Secondo la seconda proiezione del consorzio Opinio Italia per la Rai, il candidato di centrosinistra Mattia Palazzi sale al 68,3% presso gli uffici comunali di Mantova, Stefano Rossi del centrodestra è al 24,1%, Gloria Costani è data a 5,4%. La copertura del campione è del 26%.

Matera, Sassone (Cd) al 30,4% – Secondo la seconda proiezione del consorzio Opinio Italia per la Rai, il centrodestra Rocco Sassone è sceso al 30,4% dei comuni di Matera, Domenico Bennardi del M5s è sceso al 27,6% e Giovanni Schiuma (centrosinistra) al 19,3%. La copertura del campione è del 18%.

Bolzano, 33,3% sfidanti cs-cd – Secondo un’altra proiezione del consorzio Opinio Italia per la Rai, il centrodestra Roberto Zanin e Renzo Caramaschi (centrosinistra) possiedono entrambi il 33,3% degli uffici comunali di Bolzano. Seguito da Luis Walcher (Svp) con il 13,4%. Quanto alle coalizioni, la proiezione attribuisce il 33% al centrosinistra e il 31,8% al centrodestra. La copertura del campione è del 27%.

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Reggio Calabria, Falcomatà (cs) al 37,8% – Secondo la prima proiezione Rai del consorzio Opinio Italia, il sindaco uscente di centrosinistra Giuseppe Falcomatà è ora al 37,8% nel municipio di Reggio Calabria, superando il suo sfidante di centro-destra Nino Minicuci, nella foto a 33,7 %. La copertura del campione è del 41%.

Il risultato della votazione blocca la maggioranza – La scampata fuga dal governo. I risultati in Puglia, con la conferma di Michele Emiliano, e soprattutto in Toscana, con l’elezione di Eugenio Giani, evitano il pericolo di contraccolpi sull’esecutivo e sul Pd. E rinchiudono la maggioranza. Consolidarlo è poi il risultato del referendum, con la solida vittoria del Sì. Per le Regionali si va sul 3 a 3, il centrosinistra ora anche Campania di Vincenzo De Luca e perde la Marcia, dove in testa Francesco Acquaroli (Fdi). Mentre il centrodestra si conferma in testa alla Liguria, con Giovanni Toti, e al Veneto, con il leghista Luca Zaia. (LEGGI TUTTO)

Regionali Marche, candidato M5 fuori Consiglio – Il candidato alla presidenza della Regione Marche di M5 Gian Mario Mercorelli resta fuori dal Consiglio regionale: secondo la legge elettorale marchigiana entra in Assemblea legislativa solo il miglior perdente. altri aspiranti governatori possono entrare se sono eletti nei collegi. Mercorelli, anch’egli candidato nel collegio di Macerata, ha visto vincere due seggi, uno a Pesaro Urbino e uno ad Ancona, ma non il suo. “Ora basta – ha detto in una nota – dobbiamo ricominciare dai territori” e proporre “tre tappe per ricominciare: struttura territoriale, militanti coinvolti” e “mozione agli Stati Generali nazionali con una proposta chiara e dirompente”. Secondo Mercorelli, il Movimento 5 Stelle “funziona quando interpreta la volontà dei cittadini e la trasforma in legge o riforma”. Il referendum “nelle Marche ha registrato anche significative percentuali di consenso e partecipazione. Sfortunatamente, non c’è stato alcun effetto trainante sulle regioni. I cittadini – insiste Mercorelli – non hanno dato al M5 regionale la forza necessaria per incidere davvero sulla politica marchigiana. colpa nostra, non loro. Quindi ora dobbiamo ricominciare da capo. ”

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