Iadi ha attaccato, dati di Gaia

Gaia ha rivelato che il Iadi, l’ammasso stellare più vicino al Sole è probabilmente distrutto in parte dall’influenza gravitazionale di un’entità massiccia ma invisibile nella nostra galassia, la sotto aloni di materia oscura. Queste sono nuvole di particelle, reliquie della formazione del via Lattea. Sarebbero sparsi in tutta la galassia e formerebbero una sottostruttura invisibile che esercita un’influenza gravitazionale significativa su tutto ciò che si avvicina ad essa. Questa scoperta si basa sulla seconda e terza versione dei dati di Gaia, la missione che vede una significativa Partecipazione italiana con Asi e Inaf.

Secondo gli astronomi, l’ammasso di Iadi perde naturalmente le sue stelle mentre si muovono all’interno, trascinandosi a vicenda per gravità. Questa spinta costante cambia la velocità delle stelle, spostandone alcune verso i bordi dell’ammasso. Da lì, le stelle possono essere spazzate via dall’attrazione gravitazionale della galassia, formando due lunghe code di marea. Gli strumenti di Gaia sono stati fondamentali per identificare il fenomeno, poiché misurano la distanza e il movimento di oltre un miliardo di stelle nella Via Lattea.

Utilizzando i dati del veicolo spaziale e un modello al computer, gli scienziati hanno notato che Hyades Tidal Tail era quasi senza stelle, come se avesse colpito una nuvola di materia contenente circa 10 milioni di masse solari. Secondo gli scienziati, il colpevole del “volo stellare” potrebbe essere il sottomarino alone di materia oscura, che si ritiene abbia plasmato le galassie all’alba della loro formazione. Gaia sta aiutando la comunità scientifica a mappare questa struttura impercettibile della materia oscura e le sue analisi saranno estese anche ad ammassi stellari più distanti.

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