Il primo ministro italiano Meloni si batte per eliminare gradualmente i motori a combustione

Il primo ministro italiano Meloni si batte per eliminare gradualmente i motori a combustione

Il termine fissato dall’Unione Europea per l’introduzione del divieto di vendita di auto nuove con motore a scoppio non è ragionevole. Lo ha detto il premier italiano Giorgia Meloni durante un incontro con i rappresentanti dei media nazionali. Meloni ha osservato che i piani dell’Unione Europea sono dannosi per l’economia italiana.

Perché questo è importante?

Il traffico automobilistico è responsabile di circa il 10% delle emissioni globali totali di anidride carbonica, un gas che contribuisce in modo determinante al riscaldamento globale. La Commissione europea vuole quindi vietare la vendita di auto nuove con motore a combustione a metà del prossimo decennio. Ma questi piani incontrano molta resistenza.

Impatto sul sistema produttivo italiano: “Una cessazione obbligatoria di la fabbricazione di motori a combustione interna avrà un impatto negativo sul sistema produttivo italiano”, ha spiegato Giorgia Meloni.

  • “Mi sembra che questo sia un tema su cui c’è grande unanimità a livello italiano”, ha detto Meloni. “Intendo utilizzare questa posizione chiara per sollevare di nuovo con forza la questione”.
  • Secondo gli osservatori, le dichiarazioni della Meloni indicano chiaramente che il governo italiano vuole alzare nuovamente il divieto sui motori a combustione a livello europeo.
    • “Non è certo escluso che il Presidente del Consiglio italiano sostegno in altri stati membri dell’Unione Europea potrebbe trovare il suo punto di vista”, sostengono.
    • “Diversi partiti si sono già ripetutamente espressi contro l’introduzione del divieto”.
      • “Nel tempo aumenta il numero di politici, tecnici, scienziati e dirigenti del settore automobilistico che invoca un approccio tecnologicamente neutrale del problema.
      • “Soluzioni tecniche come l’idrogeno o carburanti sintetici a emissioni zero non sono escluse a priori per ridurre l’impatto ecologico del parco auto europeo”.
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Supporto dal settore automobilistico italiano: I commenti di Giorgia Meloni hanno ricevuto anche il sostegno di Angelo Sticchi, presidente dell’Associazione Automobile Club Italiano (AIT).

  • Sticchi ha ammesso di essere molto soddisfatto della chiarezza con cui il premier italiano si è espresso sulla questione.
    • “Il divieto di vendita di auto endotermiche a metà del prossimo decennio sembra una scelta davvero poco saggia”, ha detto il presidente dell’Automobile Club italiano.
      • “Già quattro anni fa l’Automobile Club d’Italia lanciava un analogo monito e da allora ha puntualmente ribadito questa posizione”.
  • A settembre, Matteo Salvini, leader del partito di destra Lega Nord, aveva già espresso le sue critiche al divieto in vista delle elezioni legislative italiane di ottobre.
    • “È una misura folle”, disse allora Salvini. “Questa decisione significa distruggere l’industria automobilistica in Italia”.
      • Salvini aveva sostenuto che la mossa eliminerebbe completamente l’occupazione nella produzione automobilistica italiana e la sostituirebbe con una massiccia forza lavoro in Cina, dove viene prodotta la maggior parte dei componenti per le auto elettriche.
      • Salvini ha poi indicato che il suo partito, di cui è rappresentante anche Giorgia Meloni, farebbe di tutto per far annullare questa decisione in caso di vittoria elettorale. Aveva promesso di indire un referendum sulla questione.
  • La casa automobilistica Fiat, ora parte del gruppo Stellantis, è uno dei maggiori datori di lavoro in Italia.
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(cenere)

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