La notizia del 4 gennaio sul Coronavirus

“Omicron, secondo il politologo Yascha Monaco, segna l’inizio della fine sociale dell’epidemia. Anche se può essere anche un preludio alla fine biologica di crisi pandemia tuttavia, è troppo presto per dirlo. La pandemia è spesso citata per spiegare cosa sta succedendo Spagnolo, che, però, è stato causato da un virus influenzale, molto diverso dai coronavirus, e manifestato comunque da una successione di ondate epidemiche aventi ciascuna caratteristiche diverse tra loro. Nella prima ondata, iniziata nel marzo 1918, all’incirca al tempo della Grande Guerra, predominarono i classici sintomi influenzali e l’impatto clinico dopotutto non fu grave. Corriere della Sera Gianni Rezza, Direttore della Prevenzione del Ministero della Salute.

Rezza ha poi concluso l’articolo così: “Se la storia si ripete all’infinito nello stesso modo, pur essendo consapevole dell’attuale minaccia alla salute pubblica rappresentata da Omicron, vorremmo sempre guardare al futuro con a cauto ottimismo. Non sarà possibile alleviare i sintomi e l’immunità della popolazione causati da infezioni e/o vaccinazioni precedenti bene spero, perché qualsiasi nuova variante troverebbe molto probabilmente la popolazione più resistente. È anche difficile pensare a una nuova variante che possa diffondersi più velocemente e in modo più efficiente rispetto all’Omicron. Tuttavia, c’è ancora un margine di incertezza, perché i virus sono noti per essere bizzarri, e le opportunità offerte loro da un mondo globalizzato in gran parte povero di risorse e vaccini sono così numerose”.

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