LETTERA Scienza e gestione del rischio

Caro Beppe, cari italiani, ma cosa ne facciamo della scienza se gli incredibili risultati che produce non sono accompagnati da una sana gestione del rischio da parte dei policy maker? Le varie fermate “precauzionali” a vaccini come AstraZeneca e Johnson e Johnson sarebbero incomprensibili anche se si confermasse il legame con i rarissimi casi di trombosi in milioni di vaccini inoculati. Quindi cosa dovremmo fare? Fermare anche tutti gli sport per evitare che le persone muoiano di attacchi di cuore? O proibirti di uscire quando piove per paura che i fulmini ci colpiscano? Partire! questa è la vita … Quella con COVID è più una guerra mondiale. Ma questi responsabili delle decisioni non pensano alle migliaia di morti infette e aggiuntive causate dall’arresto (anche temporaneo) di questi vaccini? Alcuni responsabili politici agiscono all’opposto di ciò che dovrebbero e considerano le trombosi rare come se fossero contagiose quando COVID è un fenomeno non moltiplicativo. Il principio di precauzione si applica quando mancano le informazioni ma qui i dati ci sono e sono chiari: 7 casi di trombosi per milione vaccinati con AstraZeneca e 1 (uno!) Per milione con Johnson e Johnson. Piuttosto, i decisori dovrebbero introdurre protezione giuridica da un lato e forme di compensazione sociale per le famiglie dei rari sfortunati dall’altro. Possiamo permettercelo, lo dobbiamo a loro e ai miliardi di persone che NON saranno infettate dall’uso dei vaccini.

Paolo Gabrielli, [email protected]

19 aprile 2021 (modifica il 18 aprile 2021 | 9:47)

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