Scienziati si avvicinano alla riproduzione della fusione termonucleare di stelle in laboratorio – Notizie Scientifiche.it

Il fisico Devon Battaglia con alcuni diagrammi che mostrano come funziona il nuovo tokamak (credit: Elle Starkman)

Un nuovo metodo che avvicinerà gli scienziati ancora di più alla riproduzione, qui sulla Terra in laboratorio, l’energia di fusione che alimenta stelle come il sole è stato sviluppato da un team di ricercatori del Princeton Plasma Physics Laboratory (PPPL ) del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE).

Miglioramento del contenimento del plasma di fusione

I ricercatori affermano infatti di aver sviluppato un nuovo metodo, che sembra piuttosto promettente, per “migliorare il confinamento del plasma di fusione surriscaldato utilizzando campi magnetici”.
Grazie a questo nuovo metodo, si potrebbe costruire un nuovo reattore a fusione, chiamato tokamak sferico, di dimensioni inferiori e ad un costo meno esorbitante.
Il metodo si basa su un miglioramento del contenimento del plasma ultra-caldo mediante una modalità utilizzata nei tokamak da diversi anni.

Cos’è un tokamak

Un tokamak è un dispositivo che, grazie ad un campo magnetico molto forte, intrappola al suo interno una certa quantità di plasma caldo, che lo rende una specie di toro (o ciambella) e lo tiene lontano dalle stesse pareti. È uno dei tanti dispositivi di confinamento magnetico che servono a generare energia dalla fusione termonucleare controllata, lo stesso tipo di reazione che si verifica nelle stelle. L’obiettivo finale è essere sempre in grado di generare elettricità. Il tokamak, rispetto ad altri, si è però rivelato negli ultimi anni il più importante e pratico per i reattori a fusione.

Come funziona il nuovo tokamak

“Poiché le particelle ad alta energia rimangono nel plasma in quantità maggiori, aumentano la pressione nel plasma, alimentando instabilità che emettono particelle più fredde e abbassando ulteriormente la densità dei bordi”, afferma Devon Battaglia, autore principale dello studio che descrive i progressi del team. “In definitiva, l’interazione fortuita consente al plasma di rimanere più caldo con lo stesso riscaldamento e un piccolo cambiamento nella densità media del plasma”.
Lo studio è stato pubblicato in Fisica del plasma.

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