Cosa succede se vengo infettato in vacanza in Spagna, Portogallo, Gran Bretagna? Regole per il rientro in Italia – Corriere.it

Cosa succede se vengo contagiato in vacanza? Viaggiare ai tempi del Covid è più complicato che in passato, anche per questo. Tra certificazioni, autorizzazioni, controlli e pass, il rischio di non essere preparati è imminente. Ma devi tener conto che il rischio di rimanere bloccati all’estero, come è successo agli studenti a Malta, esistere.

Se, purtroppo, una persona viene contagiata o viene messa in quarantena per stretto contatto con i positivi, si attivano le disposizioni che vietano il rimpatrio: in quel momento revocato il Green Pass, e l’isolamento negli hotel Covid o in strutture fornite dal Paese ospitante, solitamente (ma non sempre) a spese del governo ospitante, ma con l’assistenza dell’Ambasciata italiana. Pur contenendo alcune eccezioni per chi viaggia regolarmente per motivi di lavoro o di studio, le modalità di rientro in Italia sono chiare e rigorose. E, al di là delle regole straniere, una persona contagiata in vacanza o a rischio di contagio deve comunque rispettare le regole di ingresso italiane.


Per chi pensa di poter rientrare in Italia, invece, è sempre possibile contattare l’ambasciata o il consolato del Paese in cui ci si trova, per verificare le possibilità di rimpatrio in collaborazione con l’Unità di Crisi Farnesina. Tuttavia, va ricordato che nel caso degli studenti italiani bloccati a Malta, questa opzione non sembra possibile.

Paesi del gruppo A

Attualmente, non ci sono restrizioni sui viaggi da/per gli stati e i territori dell’elenco A, ad es. San Marino e Città del Vaticano.

Paesi del gruppo B

L’elenco B include stati e territori a basso rischio epidemiologico, ma attualmente nessuno stato è incluso.

Paesi del gruppo C

L’elenco C è invece al completo: Germania, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca Repubblica. , Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Israele.

I viaggi da/per i paesi dell’elenco C sono consentiti senza alcun motivo specifico. Ma in caso di soggiorno o transito dai paesi dell’elenco C entro i 14 giorni precedenti, è richiesta la compilazione di un modulo di tracciamento online (chiamato anche modulo di tracciamento digitale dei passeggeri – dPLF). E secondo l’Ordinanza del 18 giugno 2021, dal 21 giugno anche è obbligatorio presentare la certificazione verde Covid-19.

Nel caso in cui non sia possibile presentare la certificazione verde Covid-19, è comunque possibile entrare in Italia. Tipo, come? Dobbiamo sottoposto a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per un periodo di dieci giorni, informare il Servizio di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria ed effettuare un test molecolare o antigenico al termine della quarantena.

Paesi del gruppo D

L’elenco D include Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Stati Uniti, Thailandia: ancora non è necessario alcun motivo particolare per entrare, ma oltre al campione da prelevare entro 72 ore dal rientro in Italia, è necessario sottoporsi a una quarantena di 10 giorni, raggiungere la destinazione solo con veicolo privato. Questo non vale per chi è in possesso di Green Pass e proviene da Canada, Giappone e USA: in questo caso si può entrare in Italia senza essere soggetti agli obblighi di test e isolamento fiduciario, ma solo compilando il form per localizzare e comunicare all’ASL il proprio arrivo in Italia.

Paesi del gruppo E

L’elenco E comprende il resto del mondo: rientro o ingresso in Italia, in caso di soggiorno o transito nei 14 giorni precedenti da questo gruppo di paesi, sempre consentito a cittadini italiani, cittadini dell’Unione Europea o dell’area Schengen e loro familiari, così come le persone con lo status di soggiornante di lungo periodo e i loro familiari (o persone con una relazione affettiva comprovata e stabile). Richiedere sempre un tampone negativo entro 72 ore dal rientro e osservare un isolamento fiduciario di 10 giorni.

La dieta speciale

Il nostro Paese ha istituito un divieto di ingresso in Italia per tutti coloro che provengono da Brasile (con poche rare eccezioni), India, Bangladesh o Sri Lanka, che ne sono soggetti o che vi hanno soggiornato o vi sono transitati nei 14 giorni precedenti il ​​tentativo di ingresso in Italia.

11 luglio 2021 (modificato 11 luglio 2021 | 14:23)

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