dai sintomi ai vaccini, domande e risposte sul nuovo ceppo Sars-Cov-2

Dovremmo essere preoccupati per la variante Delta (o indiana)? E cosa facciamo per limitarne la diffusione? Negli ultimi giorni sono stati segnalati diversi casi riconducibili a questa particolare mutazione di Sars-Cov-2. La prima a Milano dove è scoppiata un’epidemia in un ginnasio di Città Studi. Uno dei dieci contagiati, un operatore sanitario apparentemente vaccinato, è risultato positivo alla variante Delta. Altri due cluster si sono verificati a Brindisi con 12 persone infette dalla mutazione B.1.617.2. Identificata per la prima volta in India, la variante Delta è ora diffusa nel Regno Unito, dove i casi di coronavirus sono in aumento e anche i ricoveri e i decessi per Covid-19 sono in leggero aumento. Abbiamo cercato di raccogliere tutte le informazioni che riteniamo possano essere utili per saperne di più.

Qual è l’estensione della variante indiana in Italia?

L’ultima indagine sulla prevalenza della variante ISS in Italia ha stimato le mutazioni B.1.617.1 e B.1.617.2 all’1%. Entrambe le linee provengono dall’India, ma quella con il numero finale “2” è considerata più contagiosa e resistente ai vaccini. La valutazione dell’Istituto Superiore di Sanità tiene conto dei campioni positivi al COVID-19 notificati il ​​18 maggio 2021. Quasi un mese fa. Quindi qual è l’attuale rilascio del ceppo B.1.617.2 fino ad oggi. Tuttavia, i due focolai registrati a Brindisi non sembrano avere alcun collegamento con viaggi all’estero. Si tratterebbe quindi di cluster autoctoni.

Cosa stiamo facendo per contenere la variante Delta?

A fine aprile il Ministero della Salute ha disposto un divieto d’ingresso in Italia per tutti coloro che provengono da Bangladesh, India e Sri Lanka (il provvedimento scade il 21 giugno), proprio per contenere la diffusione di questa variante. . La situazione sta cambiando per i cittadini del Regno Unito dove si sta diffondendo anche la mutazione B.1.617.2. Dal 16 maggio infatti non c’è più obbligo di quarantena, ma è sufficiente mostrare il risultato di un tampone antigenico o molecolare. Il Regno Unito, invece, sta adottando nei nostri confronti misure più dure: oltre al prelievo, chiunque entri in Gran Bretagna deve infatti osservare un periodo di isolamento.

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Perché le persone che arrivano dal Regno Unito non vengono messe in quarantena?

L’Italia ha adottato regole più flessibili vista anche la massiccia presenza di cittadini britannici in vacanza in Italia. Il premier Mario Draghi ha spiegato ieri che “se i contagi ricominciano a salire, anche noi dovremmo andare in quarantena”. Lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza ha spiegato oggi che “se l’andamento della curva dovesse peggiorare in Gran Bretagna, ci riserviamo di pensare ad altre misure”. Ma potrebbe essere troppo tardi.

La variante Delta è più contagiosa?

Sì, secondo uno studio di Public Health England, il rischio di trasmissione domestica è del 60% superiore alla variante Alpha (o inglese) attualmente diffusa in Italia. Nel Regno Unito, il ceppo B.1.617.2 ha sostituito la variante inglese in poche settimane. E stiamo parlando di una mutazione in sé che è molto più trasmissibile del virus Wuhan.

Il ceppo indiano è più virulento?

Purtroppo anche a questa domanda la risposta è affermativa. Secondo i dati diffusi all’inizio di giugno da Public Health England (PHE), la variante Delta è inoltre associata a un rischio di ricovero fino a 2,6 volte superiore rispetto ad Alpha. Le notizie dalla Cina non sono di buon auspicio. Guan Xiangdong, direttore dell’unità di terapia intensiva presso l’Università Sun Yat-sen di Guangzhou, ha dichiarato con la variante Delta, il 12% dei pazienti si ammala gravemente entro 3-4 giorni dall’insorgenza dei sintomi. Con i ceppi finora conosciuti, la percentuale andava dal 2 al 3% e solo occasionalmente arrivava fino a 10. Tra i sintomi più comuni ci sono dolori di stomaco, nausea, vomito, mal di testa, raffreddore, febbre, perdita di appetito e dolori articolari.

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I vaccini funzionano contro la variante Delta?

Dai primi dati sembra di sì, ma servono due dosi. Secondo un nuovo studio pubblicato oggi dal ministero della Salute britannico, due dosi del vaccino Covid avrebbero un’efficacia compatibile nel contrasto del ricovero rispetto a quanto riscontrato con la variante cosiddetta inglese (o alfa).

In particolare, l’efficacia di due dosi di vaccino Pfizer avrebbe una probabilità del 96% di contrastare i gravi effetti del Covid che portano al ricovero. L’efficienza scenderebbe al 92% con Astrazeneca.

Uno studio condotto dal governo britannico tra aprile e maggio ha mostrato che il vaccino Pfizer era efficace all’88% contro la malattia sintomatica due settimane dopo la seconda dose, mentre nel caso di AstraZeneca l’efficacia era del 60%. In entrambi i casi, tuttavia, dopo la prima dose è stata osservata un’efficacia piuttosto bassa (33%). Poi ci sono i dati reali dal Regno Unito diffusi nei giorni scorsi da Public Health England (Phe). Il 68% dei casi della variante indiana è stato registrato in soggetti non vaccinati, il 6,2% in quelli vaccinati con una doppia dose e il 18,7% in quelli vaccinati con una dose superiore a 21 giorni dopo l’inoculazione.

quasi Regno Unito-3Meno rassicuranti i dati sui decessi: su 42 decessi, 12 avevano ricevuto la doppia dose del vaccino per almeno 14 giorni. Tuttavia, molti esperti hanno sottolineato che occorre cautela nell’analizzare i dati: non solo non ci sono informazioni sull’età e sull’esposizione al rischio dei pazienti deceduti, ma su numeri se piccoli, può essere fuorviante trarre indicazioni generali. In ogni caso, fino ad ora gli studi effettuati su questa variante hanno documentato una buona efficacia dei vaccini: è comunque essenziale eseguire anche la richiamata.

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Cosa sta succedendo nel Regno Unito?

Ad oggi, la variante indiana rappresenta il 96% dei casi di coronavirus nel Regno Unito. E con la diffusione di B.1.617.2, i contagi hanno ricominciato ad aumentare. Secondo le autorità d’Oltremanica, nella settimana tra il 7 e il 13 giugno sono stati registrati 50.017 nuovi casi, con un incremento del 49,3% rispetto ai 7 giorni precedenti. Un nuovo studio, pubblicato dalla Bbc e dall’Independent, mostra anche che in una contea su dieci dell’Inghilterra si registrano in media 100 contagi ogni 100.000 abitanti. Nell’ultima settimana si sono registrati 64 decessi totali, l’8,5% in più rispetto ai sette giorni precedenti, mentre tra il 2 e il 10 giugno il numero delle persone ricoverate è aumentato del 15,2%. Tuttavia, i ricoveri aumentano soprattutto nei giovani adulti, e poco nella popolazione anziana (per lo più vaccinata in due dosi).

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  • Efficacia del vaccino variante Delta-2

    Efficacia del vaccino variante Delta-2

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